Per i ristoranti si consiglia una luce calda intorno ai 2.700K°
Per i ristoranti si consiglia una luce calda intorno ai 2.700K°
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L'illuminotecnica cambia il food retail con soluzioni avanzate

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- Illuminotecnica bar e ristoranti - Luce bar e ristoranti consigli - Illuminazione bar e ristoranti consigli

L’illuminotecnica gioca sempre un ruolo decisivo nell’immagine definitiva di un bar, un ristorante, un hotel. Un ruolo che spesso viene disatteso dall’incompetenza di utilizzare questo elemento, non come costruttore di un atmosfera, un’ identità, ma bensì un produttore di luminosità.

Gli errori da non commettere in tema di illuminotecnica. 

Corpi illuminanti di scarsa qualità, colore della luce bianco fredda, quantità di luce troppo intensa o corretta è quello che spesso incontriamo. E a poco serve appoggiare su ogni tavolo delle lampade a batteria a led per illuminare i tavoli e mettere in penombra i volti della clientela. Un’espediente semplice e facile, ma ormai divenuto un escamotage abusato. Quindi, cosa fare? Per una buona progettazione occorre definire le aree, le superfici verticali e orizzontali dove dispiegare la luce. Un’illuminazione diretta, che isola, è preferibile a una indiretta, sconsigliata perché produce un’illuminazione diffusa in tutto il locale. Una luce omogenea ma anche monotona che amalgama l’intera visione del locale senza dividere. L’interior così perde grinta e identità.

Calore, incassi e lampade: come utilizzarli.

Per il calore della luce sconsiglio sempre quella fredda che “gela” ogni atmosfera. Meglio luce bianca calda a 3.000K° per i bar mentre, per i ristoranti si può adottare anche quella più calda a 2.700K°. Per l’illuminazione d’accento vanno privilegiati faretti a incasso o su binario, con corpi decorativi installati per dare un carattere all’ambiente. Quest’ultimi aggiungeranno un segno luminoso formale alla miscela tra luce e materia. Poche lampade, ma dal design in accordo con locale o, al contrario, in disaccordo come elemento sorpresa. Unico punto fermo: la fonte della luce del corpo illuminante tecnico o decorativo non deve essere a vista, ma filtrata,
mai abbagliante.

La tecnologia aiuta l'illuminazione. 

Infine, per la tecnologia di programmazione, occorre dire che i costi si sono molto ridotti. I sistemi Dali e Casabi sono i più diffusi. Permettono di interfacciarsi con tutti i corpi illuminanti e poter gestire ad uno ad uno l’accensione, l’intensità e la durata di attivazione. La programmazione ed esecuzione ormai è gestibile attraverso il semplice cellulare, scaricando l’apposita app di controllo.

di Matteo Fiore*

*Architetto, lighting designer e docente corsi internazionali HoReCa Workshop - Architettura Design & Marketing.

L'articolo è tratto dall'originale pubblicato su Ristorazione Moderna Magazine 1/2026, disponibile qui: https://ristorazionemoderna.it/magazine/ristorazione-moderna-magazine-1-2026.html