Sono circa 2,8 milioni i lavoratori del settore privato che utilizzano i buoni pasto
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Buoni pasto, limite alle commissioni: meno costi per bar e ristoranti

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- Buoni pasto commissione - Buoni pasto 1 settembre - Buoni pasto pagamenti Horeca

A partire dall'1 settembre, entra in vigore il tetto massimo del 5% sulle commissioni per i buoni pasto che garantirà un risparmio per bar e ristoranti che li accettano. Si tratta dell'effetto della fine del periodo transitorio introdotto dal Ddl Concorrenza, varato a dicembre 2024, ed estende al settore privato una norma già in atto nel pubblico. L'obiettivo è quello di coinvolgere una platea di 2,8 milioni di lavoratori che utilizzano questi benefit e sgravare i pubblici esercizi da una gabella media dell'11%.   

Le novità per lavoratori e aziende. 

Per i lavoratori che utilizzano questi sistemi di pagamento, va detto, non cambia nulla (il valore medio attuale è di 6,75 euro a buono). Anche le modalità di utilizzo rimarranno le stesse. Le modifiche più consistenti sono per le società emettitrici dei buoni pasto (che solitamente vendono il vouchder a un prezzo scontato alle aziene per poi rifarsi con le commissioni) e i punti vendita che li accettano. Loro avranno tempo fino a fine agosto per aggiornare i contratti esistenti e ridurre le commissioni alla nuova soglia (rimane invariata, per il momento, il limite esentasse del buono pasto fissato a 8 euro). Mentre i buoni pasto emessi con commissioni superiori al 5% prima dell'entrata in vigore della legge si potranno sfruttare fino a fine anno. Dal 2026, nessuna eccezione. Insomma, un nuovo paradigma che coinvolge datori di lavoro (circa 100mila), società emettitrici (che già hanno annunciato possibili tagli e rimodulazione dell'offerta), esercizi commerciali (circa 170mila tra bar, ristoranti e mense) e lavoratori. Un meccanismo che negli anni aveva generato forti malumori tra ristoratori e grande distribuzione, spingendo il legislatore a intervenire.

buoni pasto fuoricasa 2

Per Fiepet, gli esercenti risparmieranno 400 milioni di euro l'anno. 

Per il fuoricasa, si tratta induscutibilmente di una buona notizia. Secondo le stime di Fiepet, il provvedimento permetterà agli imprenditori di risparmiare fino a 400 milioni di euro l’anno, riducendo costi che finora si erano rivelati difficili da sostenere. "Si tratta di un risultato importante - ha spiegato Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet-Confesercenti - perché pone fine a un sistema che scaricava sugli esercenti oneri sproporzionati". Non solo, ma "meno costi per le imprese significa più disponibilità ad accettare i ticket, più concorrenza e più benefici per i clienti", ha aggiunto Banchieri. Una boccata d'ossigeno per i locali, già gravati da costi fissi incomprimibili. Gli stessi su cui Fiepet mette in guardia in vista di possibili contromosse da parte delle società emettitrici: "Non possiamo permettere che il risparmio ottenuto venga vanificato da modifiche unilaterali dei contratti, come l’allungamento dei tempi di pagamento", ha ribadito Banchieri. Piuttosto, l'obiettivo dichiarato della Fipet è quello di alzare il tetto di esenzione fiscale dei buoni pasto fino a 10 euro. 

Per Fipe, il sistema buoni pasto "torna in equilibrio".

Anche per Fipe-Confcommercio il tetto alle commissioni al 5% sui buoni pasto rappresenta una buona notizia. "Oggi possiamo dire che il mercato dei buoni pasto torna finalmente in equilibrio. Questo permetterà a un settore che ormai non li accettava più, perché di fatto erano scomparsi dalla ristorazione, di tornare a utilizzarli. Prima le commissioni erano arrivate a livelli insostenibili: nel privato fino al 12-13%, nel pubblico addirittura al 21%. Con il tetto fissato al 5% diventa nuovamente conveniente accettare i buoni pasto", ha affermato Roberto Calugi, direttore generale di Fipe. L'associazione di categoria, inoltre, attraverso il proprio Ufficio studi, ha voluto minimizzare i timori di un impatto negativo della norma sul welfare aziendale: "I ticket sono deducibili interamente dal reddito d'impresa per le aziende, mentre i lavoratori non versano l'Irpef", ha ricordato il responsabile Luciano Sbraga.