La crescita internazionale si conferma una delle direttrici di sviluppo principali del franchising italiano secondo i dati Assofranchising. Di fatto, il 41% dei brand è già presente sui mercati esteri, mentre un ulteriore 20% prevede di avviare un percorso di espansione internazionale nei prossimi tre anni. Queste le percentuali svelate dall'associazione di categoria nel corso dell'incontro “Espandersi in Europa: gli strumenti e il network della European Franchise Federation (EFF) per facilitare lo sviluppo internazionale” tenutosi al Salone Franchising Milano 2026.
“L’internazionalizzazione rappresenta una prospettiva strategica per molte reti, chiamate però a confrontarsi con mercati, normative e modelli di consumo differenti. Per questo è importante costruire una dimensione sempre più internazionale del franchising, capace di favorire relazioni, scambi e opportunità concrete per accompagnare le imprese italiane sui mercati esteri”, ha affermato il presidente di Assofranchising, Massimiliano Maffioli. Un'affermazione sorretta dai numeri dell'ultimo Rapporto Assofranchising secondo cui la presenza oltreconfine cresce con la dimensione della rete - riguarda il 56% dei grandi brand, il 49% dei medio-grandi e il 47% dei medi - ma interessa in misura rilevante anche le realtà di dimensioni più contenute. Infatti è già presente all’estero il 42% delle reti medio-piccole e il 37% di quelle piccole. Un fenomeno che conferma come il franchising possa rappresentare una leva concreta di crescita e di accesso a nuovi mercati anche per aziende che non dispongono di una grande struttura internazionale, permettendo di valorizzare il brand e il modello di business attraverso la rete degli affiliati. A trainare l’espansione internazionale sono soprattutto i settori dell’abbigliamento (58%), della ristorazione (56%), dell’arredamento (55%) e della cura della persona (53%).
Il ruolo dell'European Franchise Federation a supporto dei brand italiani.
Crescere all’estero significa però affrontare mercati con regole, caratteristiche e dinamiche differenti, e richiede quindi non solo un modello di business replicabile, ma anche la capacità di costruire relazioni affidabili sul territorio. È proprio su questo terreno che il network della European Franchise Federation (EFF), di cui Assofranchising è parte, può rappresentare uno strumento di supporto per le imprese interessate a svilupparsi in Europa. “La EFF riunisce 20 associazioni nazionali e quando si parla di internazionalizzazione uno degli elementi più importanti da considerare è proprio la diversità dei singoli mercati, soprattutto sul piano normativo e legale - ha spiegato Alisdair Gray, direttore esecutivo della EFF - Non esiste una legislazione europea unica sul franchising e gli obblighi possono variare significativamente da Paese a Paese. Per questo, quando si entra in un nuovo mercato, è fondamentale non farlo da soli. Il ruolo delle associazioni è offrire market intelligence, supporto sugli aspetti legali e, soprattutto, facilitare la costruzione di relazioni e di una rete locale. Nel franchising la fiducia è un elemento fondamentale per costruire partnership durature”.
Italia nei Big 5 europei del franchising.
Secondo la European Franchise Federation i marchi italiani partono da un vantaggio competitivo importante. “L’Italia è oggi tra i cinque principali mercati europei del franchising, insieme a Francia, Spagna, Regno Unito e Germania. Quando si parla di espansione all’estero è importante individuare il mercato più adatto al proprio brand. I marchi italiani partono da un vantaggio competitivo importante. Nei settori del fashion, beauty, wellness e food sono percepiti come moderni, distintivi e fortemente legati a uno stile di vita. Per affrontare l’espansione oltreconfine servono solidità finanziaria, un team pronto a sostenere la crescita e soprattutto un’identità di brand forte e riconoscibile” ha aggiunto Matthias Lehner, presidente della European Franchise Federation (EFF) e di Bodystreet.