Il percorso di crescita di Hamerica's guarda al Sud Italia e all'affiliazione in attesa di mettere a punto il formato express, con una proposta più snella. Dopo il passaggio di testimone dalla famiglia Totaro, fondatrice dell'insegna, a Foodelicious Srl, che nel 2024 ha rilevato il 20% della proprietà la cui maggioranza è in capo al fondo di investimento White Bridge, il brand è pronto a conquistare nuove piazze ed evolvere la propria offerta. I dati, d'altronde, sono dalla sua parta: il 2025 si è chiuso a 22 milioni di euro per la rete diretta che diventano 26 milioni compresi i franchising, zero debito bancario e un ROI medio di circa due anni per il franchisee.
Dopo Galatina e Potenza, Hamerica's è pronta a conquistare il Sud Italia.
Rispetto ai 28 locali del 2024, oggi la rete del brand conta su 39 punti vendita grazie alla crescita in franchising. Un modello che Hamerica's intende replicare anche nel Meridione, dove il marchio è sbarcato a inizio luglio con l'opening di Galatina (LE). Un'operazione che segna anche un primo traguardo per la nuova gestione di Hamerica's: "Dal nostro arrivo - racconta Federico Fulgoni, ceo di Foodelicious - l'obiettivo è sempre stato quello di organizzare e sistematizzare la struttura evolvendo la gestione famigliare che l'aveva fino a quel momento caratterizzata; anche da un punto di risorse investite. Con l'opening di Galatina, a cui è seguito quello di Potenza a fine settembre, puntiamo con decisione a espanderci nel Sud Italia in città come Napoli, Catania, Palermo, Bari selezionando master franchisee regionali. Per il momento i risultati sono positivi". Per le prossime operazioni il focus è su centri commerciali, outlet o vie urbane che siano location premium; "perché dove c'è passaggio si lavora, mentre diventare destination senza è quasi impossibile", rivela Fulgoni.

Struttura, gestione e offerta: i pilastri di Hamerica's.
Alla base della proposta di affiliazione di Hamerica's c'è un format ormai collaudato che ora può contare su una struttura centrale di riferimento. All'interno di Foodelicious, che ha sede a Milano (dove Hamerica's conta 8 punti vendita attivi), sono state accorpate tutte le figure chiave della rete: dall'HR (che gestisce ormai oltre 300 persone), all'executive chef e al tecnologo alimentare, passando per il controllo di gestione e gli area manager. Funzioni che vengono messe a fattor comune con l'idea che "ogni negozio debba seguire le stesse dinamiche e standard gestionali", aggiunge Fulgoni. A questi aspetti si aggiunge poi la piattaforma logistica progettata come "un pacchetto completo a disposizione di store manager e affiliati, con approvvigionamento automatizzato così da alleggerire le inconbenze", proseguee l'ad. Questa organizzazione si traduce in un'offerta ristorativa tanto chiara e distintiva quanto accessibile e abbondante. "I nostri sono ristoranti, non fast food - precisa Fulgoni - Quindi spazio al servizio al tavolo, piatti di porcellana, bicchieri in vetro e qualità del prodotto elevata. A partire dalla carne del burger: 200 grammi di prodotto Made in Italy, che si accompagna a pane, bacon e altri ingredienti lavorati freschi e viene servito con 150 grammi di patatine e una bibita". Nel menu anche rice bawl e insalatone oltre a fritti, toast, piatti di carne al barbeque o tex-mex. Una varietà che genera uno scontrino medio intorno ai 21 euro.

Entro fine anno il debutto di Little Hamerica's.
Dal punto di vista del layout, invece, il format Hamerica's si conferma un'oasi urban style che strizza l'occhio ai diner americani senza però imitarli ma offrendo un'atmosfera curata e accogliente, sia per i giovani che per le famiglie e i professionisti. E questo anche grazie ai generosi spazi a disposizioni, con metrature che si aggirano intorno ai 200-250 mq per store così da dare il giusto sfogo alle sedute. A breve, a questo concept dovrebbe unirsi Little Hamerica's, un punto vendita dalle dimensioni ridotte, tra i 40 e gli 80 mq, con un'offerta più limitata (con starter e panini) e rapida, senza servizio al tavolo. "Con questo progetto, che ha alle spalle un anno di test, la nostra idea è quella di inserirci in contesti più dinamici come le food court dei centri commerciali o il travel retail dove, molto spesso, ci si deve adattare agli spazi disponibili e servire un cliente in movimento. Entro fine 2026 dovremmo pervenire alla prima apertura per poi proporci a eventuali franchisee", racconta il manager.