Quando si parla di cucina italiana, cosa cercano davvero gli utenti online? La risposta arriva dall'analisi di Real Italian Restaurants. La piattaforma, nata nel 2024 da un'idea di Orazio Salvini per verificare e promuovere i ristoranti italiani autentici all’estero ha cercato di fare chiarezza sull'awarness digitale del patrimonio Unesco, investito da un volume di ricerca enorme ma ancora caratterizzato da un'offerta frammentata e priva di filtri chiari.
La pizza rimane la categoria più ricercata della cucina italiana.
Se nel mondo si moltiplicano i ristoranti che si presentano come "italiani", online cresce la domanda di cucina italiana cercata in modo sempre più immediato e geolocalizzato. È la fotografia che emerge incrociando due evidenze: da un lato le stime che parlano di circa 600mila locali che si definiscono italiani nel mondo; dall’altro i volumi di ricerca su Google relativi ai principali termini legati alla ristorazione italiana, che mostrano quanto l’utente, soprattutto all’estero, stia cercando l'Italia nel piatto, con una logica molto concreta: trovare il posto giusto, vicino, e possibilmente affidabile. Parte da qui l'analisi di Real Italian Restaurants riferita agli ultimi mesi del 2025 e basata sui volumi di ricerca Google relativi a Usa, Uk, Germania, Francia e Spagna. I dati dimostrano come l’accesso digitale alla cucina italiana avvenga ancora attraverso poche parole chiave, estremamente riconoscibili e caratterizzate da volumi molto elevati. Ecco la Top 5:
- Pizzeria (4 milioni di ricerche mensili)
- Italian restaurants (2,7 milioni)
- Italian restaurants near me (2,7 milioni)
- Pasta near me (1,2 milioni)
- Italian food near me (823mila)
Evidenze che dimostrano come, online, la pizza continui a rappresentare la ricetta di più immediato contatto con la tradizione gastronomica tricolore e come la cucina italiana sia già riconosciuta come genere consolidato ma con una forte componente di prossimità geografica, tipica di utenti che stanno prendendo una decisione in tempo reale e verticale.
Prossimità, piatti e nomi internazionali: i driver della ricerca.
In generale, la ricerca dimostra come l'utente inizi la sua ricerca sempre più dal piatto piuttosto che dal locale affidandosi alla geolocalizzazione il compito di trovare il punto vendita che corrisponde alle proprie aspettative. In questo scenario, la cucina italiana si conferma tra le più richieste e diffuse al mondo, ma il modo in cui viene cercata online rapido, immediato, spesso basato su poche keyword, rende anche più facile la confusione tra autenticità e imitazione. Colpisce poi anche la differenza nei volumi di ricerca tra i termini internazionali e quelli più legati alla tradizione italiana. Parole come “trattoria” risultano molto meno cercate rispetto a “italian restaurant” o “italian food”. Non è un segnale di disinteresse verso la tradizione, ma piuttosto il riflesso di un linguaggio digitale che tende a semplificare e standardizzare. Fuori dall’Italia, questo spinge i ristoratori ad adottare etichette più generiche e riconoscibili, contribuendo però a un appiattimento dell’offerta e a una crescente difficoltà nel raccontare cosa significhi davvero la cucina italiana.
Oltre l'etichetta "italiana" servono nuovi criteri per accreditare l'autenticità dell'offerta.
"Le ricerche online ci dicono una cosa semplice: la cucina italiana è desiderata e viene cercata ogni giorno, spesso in modo immediato e vicino a dove ci si trova. Ma proprio perché la domanda è enorme, serve un criterio che aiuti a distinguere - ha spiegato Salvini, che su Real Italian Restaurants conta 134 ristoranti di cucina italiani verificati in Europa, Emira Arabi e Usa - L’idea è rendere l’autenticità verificabile: non un’opinione o una bandierina nel menu, ma un insieme di requisiti chiari, dimostrabili, che tutelano chi lavora bene e aiutano i consumatori a scegliere con più consapevolezza". Insomma, cercare "italiano" online non basta quando si parla di cucina. Tanto che Real Italian Restaurants utilizza tre criteri base per indirizzare la ricerca: proprietà o gestione italiana, chef formato in Italia e prove concrete dell’utilizzo di prodotti italiani, supportate da documentazione e materiali che rendono il requisito dimostrabile.