Tanta innovazione, l'ultima in ordine di tempo è RCH Pay, ma anche una solida storia aziendale alle spalle sono gli ingredienti che rendono RCH uno dei leader di settore per quanto riguarda i registratori di cassa. Basti pensare che, nei suoi 53 anni di storia, solo dal 2019 (anno di introduzione dell'obbligo di installazione di registratori di cassa telematici) sono state 350mila le macchine vendute agli esercenti, sia in modalità diretta o tramite la rete di 850 rivenditori sul territorio nazionale. Detto diversamente, in un momento in cui tanto si parla di Pos (con la querelle sull'obbligo o meno sotto una certa soglia), RCH è responsabile di una quota di circa il 21% dei registratori di cassa attivi nel nostro Paese e può contare su un fatturato di 20 milioni di euro nel 2021. "La pandemia ha rallentato un po' la diffusione dei registratori di cassa telematici ma la tendenza è segnata. Non a caso, gli esercenti e i ristoratori che devono affrontare circostanze non facili come il caro energia e delle materie prime magari sono più cauti con gli investimenti, ma quello sull'innovazione rimane una priorità", ha spiegato Nicola Cassoli, direttore commerciale e marketing di RCH intervistato da Ristorazione Moderna.

