Le bevande analcoliche chiudono il 2025 in territorio negativo (-1,5% a volume), ma per Assobibe è una mezza vittoria rispetto alle dinamiche annuali. Rispetto alla flessione registrata in estate, quando la contrazione aveva toccato, ad agosto, un -11,3% sullo stesso mese dell'anno precedente, quindi, c'è stato un recupero nei canali Gdo, Cash&Carry e grossisti.
Dopo un trend analogo già registrato nel 2024, con una diminuzione dell’1,4% a volume, il settore rappresentato dall'associazione di Confindustria continua dimostrare una sostanziale tenuta (per un totale di 41 milioni di litri venduti e un +1% a valore determinato sostanzialmente dalla pressione inflazionista), seppure in una situazione di grande complessità e in un contesto di rallentamento generalizzato del settore food&beverage italiano. Se il mercato alimentare a dicembre 2025 ha riportato una flessione del -0,6% a volume rispetto allo stesso mese del 2024, guardando ai vari canali di distribuzione i volumi nel Cash&Carry e nel canale grossisti hanno registrato cali maggiori (rispettivamente -4,9% e -1,3%) rispetto alla grande distribuzione (-1%), confermando le difficoltà del canale fuoricasa. La speranza è che per l'anno in corso si confermino i miglioramenti registrati nel mese di gennaio 2026 rispetto ad alcuni indicatori congiunturali , tra cui la fiducia delle famiglie italiane, unitamente alla capacità delle imprese di rispondere con proposte innovative all'evoluzione costante dei consumatori.
Anche analizzando le categorie merceologiche del comparto delle bevande analcoliche emergono andamenti differenziati. Tra i dati più significativi, gli energy drink hanno segnato un incremento del +11,3% in tutti i canali, confermandosi come il segmento più dinamico del comparto. Anche le limonate mostrano un andamento positivo con un +1,5%, trainato dalla crescita nei canali Gdo e grossisti. Una sostanziale stabilità si è registrata sulle cole (+0,2%), oltre alle toniche (+0,9%) e alle gassose (pari rispetto al 2024), che risultano in crescita esclusivamente nel canale grossisti. Una sofferenza ha invece riguardato, in tutti i canali, gli aperitivi e cocktail analcolici (-7,4%), le bevande isotoniche (-7,5%) e il chinotto (-7,2%). In negativo anche il pompelmo (-5,6%), le aranciate ( -4,7%), e i tè freddi ( -4,3%).
"Nel 2025 il Settore ha saputo navigare in un contesto non facile - ha commentato Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe - Questo ci permette di guardare al futuro con cauto ottimismo. Tuttavia, nonostante una serie di interventi del Governo per sostenere il potere di acquisto dei cittadini, rimangono all'orizzonte preoccupazioni significative per il settore legate a un possibile aumento dei prezzi a partire dal 2027, qualora non venissero cancellate definitivamente Sugar tax e Plastic tax. Questi due balzelli rischiano di produrre un’ulteriore contrazione del mercato, compromettendo ulteriormente la stabilità della filiera delle bevande analcoliche e di spegnere completamente ogni speranza di ripresa. È necessario che il Governo cancelli definitivamente queste misure fiscali che incombono su produttori, territori e famiglie italiane, frenando la competitività senza garantire benefici per i cittadini. Purtroppo, l’aumento di conflitti internazionali produrrà ulteriori difficoltà".