A Bologna, Hip - Horeca professional expo ha fatto il suo debutto in Italia dando avvio a una tre giorni di confronti, dibattiti e analisi sul fuoricasa e non solo. Tra i protagonisti della prima giornata c'è anche Ristorazione Moderna che, nella figura del direttore editoriale Nicola Grolla, ha moderato la tavola rotonda sul tema della differenziazione e distintività dei business food retail in contesti e merceologie già ampiamente presidiati.
Con oltre 220 brand espositori e più di 400 relatori coinvolti nel Congresso Hospitality 4.0, la manifestazione (dal 19 al 21 ottobre negli spazi di Bologna Fiere) porta per la prima volta in Italia un format internazionale dedicato all’innovazione e alla formazione professionale. L’obiettivo è offrire agli operatori professionali strumenti e conoscenze per affrontare un mercato in evoluzione, nel quale la qualità dell’offerta deve andare di pari passo con la capacità di gestire le imprese, sviluppare modelli di business sostenibili e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori. "Oggi non inauguriamo solo una nuova manifestazione fieristica, ma diamo il via a un nuovo progetto per l’ospitalità italiana - ha affermato Manuel Bueno, direttore di Hip Italia in occasione della conferenza di apertura dei lavori - Il settore Horeca merita una piattaforma in grado di accompagnarlo nel futuro e renderlo competitivo. L’Italia è un Paese unico al mondo e tutte le imprese dell’ospitalità rappresentano cultura, identità, stile di vita e immagine dell’Italia nel mondo. Il futuro dipende da come innoviamo, gestiamo le imprese e creiamo valore: questo è un progetto a lungo termine ed è solo l’inizio".
La conferenza di apertura di Hip è stata anche l'occasione per fare un primo punto sul legame tra ristorazione e filiera. "L'Horeca vale oggi oltre 100 miliardi di euro in Italia - ha sottolineato Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell’Agricoltura - Dobbiamo sfruttare la percezione della qualità, che si cela dietro una targhetta tricolore e che identifica un prodotto fatto in Italia, e il turismo enogastronomico e la cucina italiana patrimonio Unesco per far conoscere le parti più nascoste e belle del nostro Paese". Da parte sua, Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna, ha sottolineato come "affrontare i temi legati al settore Horeca siano fondamentali per la città di Bologna, soprattutto in una fase complessa in cui è necessario continuare a investire nella ricerca della qualità". La scelta di Bologna come sede della manifestazione, d'altronde, si inserisce in questa visione, facendo leva sulla tradizione gastronomica della città, sul suo tessuto imprenditoriale e sulla sua posizione strategica: “Siamo lieti di accogliere uno dei settori più significativi dell’economia italiana, un sistema articolato composto da migliaia di imprese che contribuiscono allo sviluppo del Paese e dell’industria turistica. Il mondo dell’ospitalità sta affrontando una fase complessa e occasioni di confronto e innovazione come Hip possono offrire un contributo importante", ha dichiarato Giampiero Calzolari, presidente di Bologna Fiere. La trasformazione del settore richiede infatti nuove competenze gestionali e una maggiore capacità di valorizzare il lavoro delle imprese sul mercato e quello degli operatori all'interno delle aziende stesse, come sottolineato dagli interventi di apertura di Matteo Musacci, vicepresidente di Fipe-Confcommercio, e Roberto Melloni, presidente di Fipe Bologna.
Tra gli eventi della prima giornata, sul main stage è stata protagonista anche Ristorazione Moderna. Sostenuti dalla moderazione del direttore editoriale Nicola Grolla, si sono confrontati:
Durante la tavola rotonda dal titolo "La sfida della differenziazione quando tutti vendono qualcosa che il cliente conosce già", sono emerse diverse evidenze comuni a tutti i player del mercato food retail. Da un lato, l'evoluzione dei format tradizionali come il bar-caffetteria, la panineria e l'hamburgeria verso logiche a catena capaci di interecettare un nuovo pubblico grazie alla standardizzazione dell'offerta, un'attenzione alla qualità della proposta e una riformulazione dell'esperienza (dal servizio all day long alla personalizzazione delle ricette, dal layout che cambia a seconda del momento della giornata a menu verticali, semplici e identitati). Dall'altro, è emersa la necessità di sostenere l'impresa ristorativa commerciale con i giusti pilastri; a partire dal controllo di gestione e la selezione e formazione dei collaboratori.