Grazie alle soluzioni Piteco, KFC trasforma acquisizione dei pagamenti, riconciliazione degli incassi e controllo della liquidità in un asset strategico. La collaborazione con la sotware house, parte di Zucchetti Group e specialzzata nei servizi gestionali per la tesoreria e la pianificazione finanziaria, punta a trasformare l’attuale struttura operativa dell'insegna in un motore di controllo finanziario centralizzato, capace di gestire 14 società e 45 conti correnti in un contesto di flussi di incasso sempre più complessi e di accompagnare la rapida con 30 nuove aperture previste per l’anno.
Il primo intervento della software house ha riguardato i pagamenti. KFC Italia, brand globale con circa 150 punti vendita in Italia e parte del gruppo Spoon Brands, ha introdotto regole operative precise: approvazione e registrazione contabile preventiva per ogni distinta, concentrazione delle uscite in soli due cicli mensili, sostituzione progressiva delle Ri.Ba. con bonifici e addebiti diretti. Una scelta, quest'ultima, che ha permesso di negoziare condizioni più favorevoli con i fornitori strategici, percependo KFC come un pagatore ancora più affidabile e puntuale. Sul fronte della riconciliazione, il team ha implementato meccanismi di abbinamento automatico dei movimenti bancari tramite codice ABI e causale, affiancati da regole di spunta lanciate quotidianamente per ridurre progressivamente i movimenti da lavorare manualmente. A tendere, la roadmap degli interventi prevede, per il 2026, l’integrazione di CBC - Corporate Banking Communication, piattaforma che eliminerà uno dei colli di bottiglia ancora presenti nel processo. Oggi infatti gli estratti conto vengono scaricati manualmente dal remote banking e caricati in piattaforma, un’operazione time-consuming e vulnerabile a rischi di alterazione o compromissione dei file. Il team potrà così riorientare il proprio presidio verso le sole anomalie che richiedono un intervento diretto.
Altro focus dell'intervento di Pico a supporto di KFC è la riconciliazione degli incassi. I flussi in entrata di KFC Italia provengono da tre canali distinti: contanti, pagamenti digitali e piattaforme di delivery come Glovo, Just Eat e Deliveroo (con queste ultime che pesano circa il 15% del fatturato). Ogni piattaforma segue logiche proprie con tempi di pagamento differenti (settimanale, a 15 o 20 giorni), portali dedicati, documenti eterogenei e strutture di commissioni, trattenute, contestazioni e partecipazioni marketing che variano da partner a partner e che vanno a ridefinire l'incasso successivamente registrato in banca. Il fenomeno è strutturale nel settore: le piattaforme di delivery impongono commissioni medie superiori al 18%, con punte oltre il 20% per un'azienda su tre, e nel 92% dei casi gli incassi sono differiti nel tempo. Per affrontare questa complessità, KFC ha avviato con Piteco un lavoro di mappatura e automazione dei flussi in entrata, con regole di riconciliazione automatica per ciascun canale (un processo che troverà la sua soluzione ed evoluzione definitiva con l’adozione di IDM - Intelligent Data Matching, soluzione dedicata all’analisi, il matching e la riconciliazione automatica di dati complessi e disomogenei).
“Per un gruppo in forte crescita come il nostro, la tesoreria non può più essere considerata una funzione puramente operativa, Con Piteco stiamo costruendo un modello più scalabile, sicuro e coerente con le nostre ambizioni di crescita", ha sottolineato Alessandro Caserta, head of finance and treasury di KFC. D'altronde, il food retail moderno è uno dei settori a più alta complessità finanziaria: "La moltiplicazione dei canali di incasso digitale, la frammentazione delle piattaforme di delivery, la gestione multi-società su reti in continua espansione sono sfide che la tesoreria tradizionale non è più attrezzata ad affrontare con strumenti manuali. Il percorso di KFC Italia dimostra come l’automazione dei processi di pagamento e riconciliazione non sia solo un’efficienza operativa, ma il presupposto per una pianificazione finanziaria accurata che guidi davvero le decisioni di crescita", ha spiegato Paolo Virenti, ceo di Piteco.