L’anima italiana di Eurial ha il sapore di yogurt, stracchino e robiola: le tre referenze di punta prodotte nello stabilimento di Borso del Grappa (TV) e che nel 35% dei casi vengono commercializzate nell’Horeca. A questi prodotti vanno poi aggiunte le referenze di derivazione francese. In totale, parliamo di un giro d’affari generato pari a circa 31 milioni di euro nel foodservice e un aumento registrato nel primo semestre del 2026 del +4,8%. Dietro questi numeri si nasconde l’evoluzione dell’impresa: "Siamo passati dal vendere blocchi di mozzarella per l’industria a un prodotto ad alto contenuto di servizio come formaggi di capra, formaggi congelati, mozzarella julienne", sintetizza Mirko Lago, sales director foodservice di Eurial, che può contare su un catalogo di 60-70 referenze italo-francesi. Sugli scudi, a partire dal ritorno dalle vacanze estive, c’è la mozzarella fior di latte a marchio Maestrella: "È una novità per il mercato italiano - spiega Lago - Sempre prodotta a partire dal latte raccolto lungo la filiera Eurial composta da allevatori del territorio francese, è caratterizzata da un taglio più spesso rispetto alla classica julienne. Questo dettaglio ne migliora l’effetto coprente sulla pizza e la resa in cottura, con una maggiore resistenza alle alte temperature. Senza lattosio, Maestrella è certificata Halal e viene distribuita in una busta da 2,5 kg in box da 4 pezzi e una shelf life superiore ai 30 giorni in frigo".

A partire dal 2027, invece, maggiore attenzione sarà posta sulla commercializzazione dei formaggi a marchio Soignon: "Essenzialmente, si tratta di formaggio di capra – aggiunge Lago – Al momento parliamo ancora di una nicchia in Italia, ma sta crescendo molto e stiamo studiando diversi formati per le cucine professionali". Infine, c’è la tradizionale offerta surgelata e porzionata in confezioni da 500 grammi. Prodotti, quest’ultimi, che hanno aperto alla collaborazione con Roadhouse, Clavera e Billy Tacos (brand della galassia Cremonini). In generale, la distribuzione di Eurial avviene tramite i grossisti food e, prossimamente, anche nei punti vendita cash&carry. D’altronde la richiesta non manca. "Per i latticini c’è un rinnovato interesse spinto da un approccio salutistico che si inserisce nel segmento dei cibi proteici e free from. Soprattutto a colazione e durante la pausa pomeridiana. A questo si associa una maggiore inclusività gastronomica che, da un lato, sdogana certi abbinamenti considerati fino a poco tempo fa arditi dall’altro, va incontro alle esigenze culturali del consumatore finale, soprattutto in quelle location legate a contesti turistici o di viaggio, dagli hotel alle compagnie aeree", conclude Lago.
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