Il caffè sempre più protagonista dei consumi fuoricasa: dalla classica colazione all'aperitivo, per il 38,6% degli italiani la tazzina è un'occasione d'incontro. A rivelarlo è uno studio di AstraRicerche commisionato da La Pavoni che, nel frattempo, ha collaborato con il coffee specialist Nicolò Zorloni, che firma tre ricette originali pensate per portare il caffè dalla tazzina al bicchiere. D'altronde, cresce l'interesse verso ricettazioni alternative.
Per gli italiani, quindi, il caffè rimane centrale lungo tutta la giornata. Il bar rappresenta da sempre un luogo di relazione. Oltre all'incontro con altre persone, ciò che favorisce il consumo di caffè fuoricasa sono la comodità di trovarsi già in giro (33,4%, in particolare per la GenZ) e il desiderio di concedersi una pausa durante la giornata (33,1%). Accanto alla funzione pratica, crescono anche la ricerca di qualità e coinvolgimento: quasi un italiano su quattro sceglie il bar per la qualità del caffè (23,8%, con un picco del 39% tra gli uomini Millennials), mentre il 20% cerca un'esperienza piacevole e curata (un dato che sale al 28% tra le donne Millennials). Il valore del bar, insomma, non risiede più soltanto nella tazzina servita al bancone, ma nella capacità di offrire un momento unico e distintivo. In questo contesto, è soprattutto la colazione fuoricasa ad assumere una nuova rilevanza sociale. Quasi due italiani su tre (64,8%) ritengono che negli ultimi anni sia diventata più capace di creare occasioni di incontro: per il 43% degli intervistati è già oggi un vero momento di socialità, mentre un ulteriore 21,9% ne riconosce questo valore soprattutto nel weekend, negli appuntamenti di lavoro e negli incontri informali (come il soft clubbing).
Accanto alla sua dimensione sociale, però, aumenta la curiosità per nuove modalità di consumo: il 41,3% degli intervistati si dichiara favorevole a proposte più sperimentali, come iced coffee e shakerati. I dati mostrano che a cambiare non è soltanto il cosa, ma anche il quando: l'11,1% immagina di consumare bevande a base di caffè anche durante l'aperitivo e l'8,6% dopocena. Percentuali ancora contenute, ma indicative di un'evoluzione in atto, che porta il caffè a conquistare progressivamente nuovi momenti della giornata, oltre le occasioni di consumo più tradizionali. Questa apertura alla sperimentazione abbraccia l'intero universo del caffè: il 22,8% degli intervistati si dichiara interessato a degustazioni ed esperienze guidate, mentre il 22,7% guarda con curiosità allo specialty coffee. Tra i territori emergenti rientra la coffee mixology: cocktail (11,9%) e mocktail (5,8%) a base di caffè intercettano pubblici ancora circoscritti, ma delineano una nuova direzione di consumo. "Il caffè sta ampliando il suo raggio d'azione: non è più soltanto il gesto della colazione o della pausa, ma una materia prima capace di accompagnare momenti diversi della giornata, dall'aperitivo al dopocena - ha spiegato racconta Zorloni - Nella mixology questo significa andare oltre l'Espresso Martini e lavorare sull'espresso per ciò che è davvero: un ingrediente dalla straordinaria complessità aromatica, capace di dialogare con distillati, vermouth, agrumi e componenti analcoliche senza perdere la propria identità. Proprio perché entra in ricette più articolate, precisione, costanza estrattiva e controllo diventano essenziali per trasformare una buona intuizione in un'esperienza sempre riconoscibile". Per tradurre questa evoluzione in un'esperienza concreta, Zorloni ha firmato per La Pavoni tre ricette fresche, semplici e replicabili: dalla tequila al vermouth fino ai succhi di arancia e limone, il caffè incontra note decise, amare e agrumate, diventando il protagonista di drink capaci di rinnovare il rito della pausa e dell'aperitivo.

Per accompagnare questa transizione, La Pavoni ha messo a punto un ventaglio di possibiltà dedicate ai professionisti. I primi modelli a interpretare questo approccio sono P110 e P120, in arrivo sul mercato a partire dai primi mesi del 2027, insieme alla nuova Diamante. I primi due sono stati sviluppati intorno a tre valori fondamentali: precisione, semplicità d'uso e costanza estrattiva. Il manometro permette di monitorare puntualmente la pressione durante l'estrazione, mentre la dosatura programmabile consente di impostare quantità precise e replicabili. Il sistema PID assicura una gestione accurata della temperatura e una maggiore stabilità, mentre i comandi semplici e intuitivi agevolano il lavoro quotidiano. Caratteristiche particolarmente rilevanti anche nella coffee mixology, dove l'equilibrio della ricetta dipende dalla possibilità di ottenere un espresso controllato. "La Pavoni nasce nel segmento professionale e, attraverso alcuni dei suoi modelli più iconici, ha contribuito a scrivere la storia delle macchine da bar. Oggi vogliamo tornare a essere un punto di riferimento per i professionisti del settore, in continuità con questa eredità ma con uno sguardo attento alle nuove esigenze operative ed estetiche. Il consumo fuoricasa sta cambiando nei tempi, nelle modalità e nei contesti, e con esso evolve il lavoro del barista. Per questo le nuove macchine La Pavoni fanno sintesi tra design, tecnologia e qualità dei materiali, con l'obiettivo di semplificare le operazioni e garantire risultati precisi e costanti", ha commentato Alessio Pezzoni, ad di La Pavoni.