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Sempre più italiani si rivolgono al food delivery di JustEat alla ricerca di un piatto veg friendly
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Veganuary, il food delivery JustEat favorisce i cambiamenti alimentari

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Gennaio è il mese giusto per dare una svolta alle proprie scelte di consumo alimentari. Magari in ottica green e vegetariana e, soprattutto, a domicilio. L'importante, come dimostra una indagine condotta da Just Eat insieme a Bva Doxa in occasine del Veganuary (iniziativa nata negli Usa nel 2014 e poi diffusasi in tutto il mondo), è avere costanza. Perché oltre il 60% di chi ha cercato di modificare il proprio stile alimentare è tornato sui propri passi dopo un periodo medio di 6 mesi.

Sempre più italiani adottano una dieta flexitariana, anche a domicilio.

Dopo i bagordi delle feste, quindi, è tempo di rimettersi in riga. A partire dalla tavola. L'obiettivo è quello di adottare un regime alimentare e uno stile di vita più sani. Sfida non sempre facile: se da un lato infatti cresce l’interesse verso un'alimentazione plant-based, dall’altro implementare nuove abitudini nella propria quotidianità rappresenta un cambiamento impegnativo. Secondo l'indagine condotta dalla piattaforma di food delivery, a fronte di un bacino di utenti per lo più onnivori (85% dei clienti italiani), nella fascia dai 18 ai 30 anni sta prendendo sempre più quota un regime alimentare vegetariano, vegano oppure flexitariano (ossia onnivoro, ma con preferenze verso soluzioni veggie e occasionale consumo di prodotti di origine animale). Fra le motivazioni, innanzitutto, c'è il tema della sostenibilità ambientale. Una evidenza che trova conferma anche nella sesta edizione della Mappa del cibo a domicilio in Italia pubblicata da JustEat a fine 2022: un italiano su quattro ordina più cibo veggie rispetto a tre anni fa e il 40% ricerca abitualmente tipologie di piatti con al centro prodotti di origine vegetale quanto ordina cibo a domicilio.

JustEat: "Il 61% degli italiani resiste 6 mesi".

Se guardiamo all’anno appena passato, 4 italiani su 10 nel corso del 2022 hanno modificato il proprio regime alimentare, guidati soprattutto dalla volontà di migliorare il proprio benessere fisico, e lo stanno portando avanti con l’intenzione di renderlo una scelta definitiva. Tuttavia, il 61% è tornato sui propri passi dopo un periodo di circa 6 mesi, per le difficoltà riscontrate nell’eccessiva rigidità in termini di orari e quantità dei pasti (40%), oltre che nella preparazione di questi ultimi (34%) come dimostra la ricerca di JustEat. Non solo, coloro che si rispecchiano all’interno di un profilo moderno e quindi si considerano persone mondane e piene di impegni, ritengono che la difficoltà di conciliare il proprio stile alimentare con il desiderio di ordinare cibo a domicilio, possa rappresentare un’importante barriera nell’adozione di un nuovo regime.

Le maggiori difficoltà nel cambiare abitudini alimentari.

La ricerca JustEat svela anche come per 6 italiani su 10 queste difficoltà emergono sia nella fase iniziale del percorso, sia nel mantenimento dello stesso. Solo coloro che si identificano con il ritratto dello sportivo, e che quindi sono abituati a condurre stili di vita alimentari adeguati a sostenere performance e raggiungere determinati risultati, dichiarano di non riscontrare particolari difficoltà quando si approcciano a nuovi regimi. Iniziare un nuovo percorso alimentare risulta invece particolarmente faticoso per la fascia 25-30 anni, ma una volta superata la fase di adattamento, il mantenimento del nuovo piano nutrizionale viene portato avanti con estrema facilità. Questo anche grazie agli effetti positivi che nel tempo si manifestano, come confermato da ben l’88% degli intervistati. Tra le altre difficoltà riscontrate da chi sceglie di iniziare un nuovo percorso alimentare, c’è anche la disciplina nel rispettare le regole stesse del nuovo regime, che risulta particolarmente difficile per la fascia di età 45-64 anni (53%), mentre il target più giovane (18-24 anni), sostiene di riscontrare alcune difficoltà a relazionarsi con i propri famigliari e riuscire a combinare stile alimentare/regime dietetico con le abitudini quotidiane della famiglia (23%).

Gli stratagemmi utilizzati per adattarsi ai nuovi menu.

L’approccio verso un’alimentazione più equilibrata comporta quindi un grande spirito di adattamento, che sfocia spesso in un duplice atteggiamento: le nuove regole vengono adottate sin da subito (57%), soprattutto nella fascia di età 45-64 anni e da chi decide implementare un nuovo stile di vita per motivi di salute, oppure per gradi (43%), come avviene nella fascia di età 18-24 anni, che modifica poco alla volta alcuni aspetti del proprio menù quotidiano. Non a caso, per affrontare il cambiamento vengono messi in campo diversi stratagemmi, tra cui l’organizzazione dei pasti con cura e un’attenzione nel mangiare solo in determinati momenti della giornata, necessari a compensare o evitare gli sgarri che ben il 90% dichiara di compiere durante l’implementazione di un nuovo regime. In particolare, la fascia più giovane (18-24 anni) dichiara di farlo spesso perché trova difficile controllare la mancanza di determinati alimenti, ma è la fascia di età 45-64 anni quella più “trasgressiva”: il 76% dichiara infatti di mangiare cibo non previsto.

Il food delivery di JustEat sempre più veg friendly.

Tra gli stratagemmi adottati spicca poi un dato molto interessante: 6 italiani su 10 infatti dichiarano di ordinare cibo a domicilio per rispettare il proprio regime alimentare. La fascia di età 25-30 anni e coloro che iniziano un nuovo percorso per gradi dichiarano di affidarsi spesso al proprio servizio di food delivery di fiducia, spinti soprattutto dalla praticità di ricevere il piatto pronto (50%) e dalla possibilità di ordinare del cibo quando sono fuori casa/città (34%). Questo vale soprattutto quando si approcciano stili di vita spesso molto distanti dalla propria alimentazione abituale, come succede per il veganesimo o il vegetarianesimo. In questo senso, Just Eat sta assistendo già da diversi anni a un incremento degli ordini di queste tipologie di piatti sulla propria piattaforma, grazie alla presenza sempre maggiore di ristoranti che espandono la propria offerta implementando alternative vegane o vegetariane all’interno dei propri menù. Tra le cucine più veg friendly spiccano:

  • hamburger, con opzioni come il veggie o il vegan burger,
  • la cinese con i ravioli di verdure al vapore o gli involtini primavera,
  • il poke con la possibilità di personalizzare la propria bowl con ingredienti completamente plant-based,
  • la versione veg della pizza, con ingredienti come il seitan e la scarola o in versione completamente vegana,
  • piatti provenienti dalla tradizione indiana, come il cheese naan, il samosa e i falafel.

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