La riorganizzazione del network Open Baladin avviata nel settembre 2024 si prepara a passare dagli opening autunnali di Milano e Roma. Due tappe di un percorso che si è mosso lungo tre direttrici principali (food cost, risorse umane e look&feel dei locali) alla ricerca di un equilibrio capace di affrontare in modo più strutturato la successiva crescita della rete. Ad oggi, infatti, sono 5 i punti vendita attivi, compresa quello all'interno della sede principale del birrificio Baladin a Piozzo (CN). A tendere, oltre ai due opening programmati, uno ritmo di "una o due aperture all'anno - rivela il general manager Salvatore Grizzanti - Siamo pur sempre un'azienda di prodotto: vogliamo aprire locali coerenti con il nostro mondo".
Primo risultato del progetto di riorganizzazione della rete è stata la riapertura del locale all'interno dell'Aeroporto di Torino, avvenuto a gennaio 2026. Un'iniziativa che ha fatto seguito a un 2025 in cui Open Baladin si è concentrata sull'efficienza della propria proposta, portando l'Ebitda medio per store al 15% e a una stabilità di fatturato che pone le basi per i passi successivi. Per riusciurci, il team guidato da Grizzanti ha dapprima lavorato sull'uniformare il menu dei vari punti vendita: "All'inizio i punti vendita avevano menu simili ma fornitiori diversi. Ora, standardizzando l'offerta (per uno scontrino medio intorno ai 20 euro, ndr) abbiamo allineato anche la supply chain. Grazie alla collaborazione con Soplaya, il fornitore di un locale è fornitore di tutta la rete; con importanti vantaggi sul food cost". In secondo luogo, l'attenzione si è spostata sulle risorse umane rendendo mix contrattuali e turni funzionali ai flussi di traffico e diffondendo una cultura aziendale attraverso un'intensa attività di formazione; compresa come si spilla una birra perfetta. Infine, si è messo mano anche al layout dei locali concretizzando delle linee guida con cui costruire un look&feel riconoscibile e identitario.

Su queste basi poggiano le aperture programmate di Milano (28 ottobre) e Roma. "Due vetrine importanti per un'esperienza di marca a 360 gradi. In entrambi i casi abbiamo fatto una scelta precisa: inserirci in contesti di riqualificazione urbana puntando a restituire, sotto forma di birrerie, nuovi spazi al tessuto cittadino. D'altronde, vista la nostra anima da agricoltori, uno sviluppo retail che preveda del consumo di suolo non sarebbe coerente", afferma Grizzanti. Allo stesso modo, il modello rimarrà quello del classico pub, "uno dei format più antichi del mondo che si avvantaggia del ritorno di fiamma per locali informali, dove si può bere al bancone vivendo una socialità fuori dallo schermo - aggiunge Grizzanti - I maggiori cambiamenti avvengono nel back office dove l'introduzione della tecnologia, intelligenza artificiale compresa, rende il controllo di gestione più semplice, immediato". Oltre agli opening urbani, in futuro Open Baladin non esclude di considerare il travel retail: "Al netto di trovare il giusto partner con cui sviluppare la nostra presenza, si tratta di un canale interessante sia in ottica di business sia per la visibilità del marchio e del prodotto", afferma Grizzanti. A tendere, si intravede anche uno sviluppo estero che potrebbe avvantaggiarsi di una logistica che già oggi porta la birra Baladin in oltre 60 Paesi. Infine, sempre in un'ottica di vicinanza tra prodotto e retail, non va dimenticato il canale rappresentato dai Club Baladin, ossia locali che hanno scelto di servire esclusivamente la birra Baladin.

Per quanto riguarda la proposta food&beverage, il menu dei punti vendita unisce gusto e accessibilità. "A livello di consumo confermo anche nei nostri locali una crescita del segmeto no-low alcol, seppure inferiore ai tassi che si vedono in Gdo. Per questo abbiamo inserito nel menu 3 varianti analcoliche della gamma Botanic e una radler low-alcol. Si tratta di birre naturalmente analcoliche che nascono così a seguito del processo di fermentazione. Parliamo comunque di un consumo di nicchia: la maggior parte dei nostri clienti cerca una birra autentica, di struttura e carattere", rivela Grizzanti. All'offerta brassicola si affianca quella food che nasce all'interno del Baladin Open Garden e poi viene trasferita alle altre cucine insieme al know how per realizzare ogni singolo piatto: dallo stinco di maiale alla birra agli hamburger passando per ricette mediorientali ed esotiche che si richiamano ai viaggi del fondatore Teo Musso alla ricerca delle spezie e sentori con cui realizza le proprie birre.