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Sana Food si svolge a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio
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Sana Food a Bologna, focus sui consumi sani e sostenibili fuoricasa

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Parte il countdown verso Sana Food 2026, la fiera dedicata all'alimentazione sana e sostenibile di BolognaFiere (22-24 febbraio). Un evento presentato a Roma e che vede anche la concomitanza di Slow Wine Fair. Al centro, le soluzioni per il mondo Horeca, risto-retail e specialità artigianali e gourmet e un palinsesto di eventi e incontri dedicati alle necessità del fuoricasa. Appuntamenti a cui sono attesi oltre 300 buyer (importatori e distributori, +10% rispetto all’edizione 2025) provenienti da 30 Paesi. 

 

Il sodalizio tra Sana Food e Slow Food. 

Tra le novità, la partnership con Slow Food Promozione che sancisce l’impegno condiviso per un’alimentazione etica e rispettosa della biodiversità territoriale. L’area espositiva di Sana Food ospiterà anche i produttori delle reti Slow Food e un ricco programma di tavole rotonde, sessioni formative e degustazioni affronterà i temi più attuali del dibattito agroalimentare. Un percorso che ispira scelte più consapevoli e avvicina gli operatori della ristorazione e del retail specializzato alla cultura del cibo buono, pulito e giusto. "Il sodalizio con Slow Food consolida il ruolo di Sana Food come luogo in cui la Pmi del settore agroalimentare, chiamata a rispondere a una crescente domanda di responsabilità, trasparenza e qualità, viene valorizzata in un contesto che promuove un modello di produzione e consumo a elevato valore aggiunto, a salvaguardia di territori e biodiversità", ha affermato Rossano Bozzi, direttore business unit di BolognaFiere. A sostenere l’impegno di Sana Food nei settori del biologico e del veg, sono le storiche collaborazioni con FederBio, da sempre ambasciatrice di filiere certificate e a basso impatto ambientale, e con V-Label Italia, il marchio internazionale che garantisce prodotti vegetariani e vegani sinonimo di trasparenza e fiducia per i consumatori. Non manca, infine, il supporto del Masag.

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Pmi protagoniste della Rivoluzione Bio. 

L'obiettivo è quello di favorire un approccio all’ospitalità che coniuga qualità, sostenibilità e bilanciamento di tradizione e innovazione, rispondendo alle esigenze di ristoratori, buyer e operatori del comparto. "Il nuovo format di Sana Food, intercetta una nuova sensibilità crescente e ha scelto di mettere al centro le piccole e medie aziende agricole biologiche e le produzioni di cibo locali all’insegna del buono, pulito e giusto. Realtà che custodiscono un patrimonio di conoscenze importantissimo, fondato sul rispetto della fertilità del suolo e della biodiversità. Storie di resilienza, spesso poco note ma decisive, perché preservano tradizioni, varietà antiche e identità dei territori, generando lavoro e futuro. Oggi, il biologico non è solo una scelta di consumo, ma un patto di fiducia tra agricoltori, imprese, ristorazione e cittadini", ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. L'associazione è protagonista di Rivoluzione Bio, gli Stati Generali del biologico, un momento di confronto tra organizzazioni, esperti, istituzioni e ricercatori sul futuro del settore, chiamato a rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, dalla salute delle persone e dell’ambiente all’emergenza climatica. 

La concomitanza con Slow Wine Fair. 

In contemporanea va in scena anche Slow Wine Fairla fiera del vino buono, pulito e giusto sarà allestita in padiglioni adiacenti a quello di Sana Food e completerà l’offerta espositiva rivolta a ristoratori, osti ed enotecari. I professionisti dell’ospitalità potranno, con un unico biglietto di ingresso, accedere a entrambe le manifestazioni e intraprendere un itinerario che valorizza l’inscindibile rapporto tra cibo e vino, integrando business, networking e formazione. "La contemporaneità di Slow Wine Fair e Sana Food, sotto l’egida di BolognaFiere, non è un caso - ha evidenziato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia - ma un’unione che nasce per dare risposte concrete alle sfide che il settore alimentare e vitivinicolo affronta ogni giorno: dalla crisi climatica alla tutela del suolo, dall’ampliamento dei mercati all’educazione alimentare. Un percorso comune che ribadisce la necessità di un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutte e tutti, e di costruire relazioni commerciali fondate su criteri etici, ambientali e culturali". Da non perdere, in tal senso, la proposta de L’Osteria promossa in collaborazione con “Da Amerigo 1934”: questo nuovo punto di ristorazione offrirà menù rappresentativi dell’identità delle due manifestazioni, con piatti a base di prodotti genuini, provenienti dai Presìdi Slow Food e a chilometro zero, e con una carta dei vini coerente coi principi fissati nel Manifesto del vino buono, pulito e giusto di Slow Food.

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I player del settore biologico e agroalimentare in fiera. 

Tra i player del settore presenti in fiera spiccano Cia - Agricoltori Italiani e Coldiretti. Con il coinvolgimento di 18 aziende biologiche, che proporranno anche un programma di degustazioni, Cia porterà in fiera un esempio concreto di agricoltura sostenibile e diversità territoriale. Una partecipazione che contribuisce a rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese, consolidando un ecosistema che lavora ogni giorno per un futuro agroalimentare più etico, responsabile e vicino ai territori. A livello regionale, Emilia-Romagna, Sardegna, Calabria e Camera di Commercio di Bologna saranno rappresentate a Sana Food 2026 da collettive di aziende. Un’occasione per scoprire produzioni locali d’eccellenza, raccontare storie di tradizione e innovazione, e far emergere la ricchezza agroalimentare delle singole regioni. Tra i momenti attesi, la pubblicazione dei dati dell'Osservatorio Sana 2026 dei consumi bio nel canale Horeca. 

I focus gastronomici di Sana Food 2026 con Aic.

Sul fronte più gastronomico, l'evento bolognese inaugura una collaborazione con l'Associazione italiana cuochi (Aic). Una sinergia che mira a valorizzare non solo tradizione e sapori, ma anche creatività, tecniche e professionalità dei cuochi italiani, e che risulta ancora più significativa dopo il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale Unesco. In questo contesto, nell’area OoH Lab!, gli chef di Aic proporranno nove masterclass per rispondere a una duplice esigenza del professionista Horeca: da un lato, approfondire la conoscenza di alcuni piatti tradizionali, per poterli inserire nei propri menù; dall’altro lato, affinare le tecniche di preparazione. Un ulteriore approfondimento a cura di AIC verterà sulla cucina gluten free.

       
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