Dopo aver chiuso il 2025 intorno ai 42 milioni di euro, Baldi si rilancia nel foodservice con la sua academy dedicata ai professionisti del fuoricasa. Si tratta di una piattaforma che intreccia visione, competenza operativa e strategia commerciale attraverso cultura di filiera e strumneti pratici. L'obiettivo? Presidiare il modo in cui i propri clienti prendono decisioni su aspetti centrali per la tenuta economica e identitaria di un locale.
L'iniziativa del fornitore jesino arriva in un momento di forte mutamento per la ristorazione, segnato da volatilità dei prezzi delle materie prime, trasformazioni climatiche, nuove sensibilità dei consumatori e accelerazione tecnologica. Baldi Academy nasce quindi dalla consapevolezza che il mercato non chiede più soltanto buoni prodotti, competenza e aggiornamento professionale. Oggi chiede orientamento, riduzione del rischio e visione. In questo scenario Baldi non intende limitarsi a “fare formazione”, ma supportare i propri partner in diversi processi gestionali: acquisti, menu, pricing, posizionamento e relazione con il cliente finale. L’obiettivo non è proporre una formazione intesa come semplice trasferimento di competenze tecniche, ma offrire un supporto reale a chi deve interpretare lo scenario, ridurre l’incertezza e prendere decisioni più solide e sostenibili nel tempo. Ancora definire, invece, calendario, format e modalità di partecipazione.
"Baldi Academy è pensata per aiutare i professionisti a scegliere meglio: non per insegnare ricette, ma per offrire strumenti, metodi e chiavi di lettura che rendano più forti le decisioni quotidiane - ha commentato Luca Scarcella, direttore commerciale di Baldi - La nostra proposta si costruisce quindi come un percorso che tiene insieme visione, competenza operativa e strategia, distinguendosi da modelli formativi tradizionali e da approcci centrati sulla sola dimostrazione di prodotto". Per questo, Baldi Academy si propone come regista, facilitatore e traduttore strategico tra filiera, cucina e mercato. I contenuti da trasferire saranno costruiti di volta in volta intrecciando le competenze dei food specialist Baldi con contributi di partner di filiera e con la partecipazione di personalità riconosciute e innovative del settore food e di ambiti affini, con l’obiettivo di alternare profondità tecnica, autorevolezza di filiera e capacità di generare risonanza. Un elemento centrale del concept riguarda ciò che “resta” dopo ogni appuntamento. Baldi Academy è progettata per produrre materiali firmati Baldi che sintetizzino l’incontro e, soprattutto, rilascino strumenti utilizzabili nella pratica.
A sostenere questo rinnovato approccio al foodservice, in occasione del 60° anniversario dell'azienda, Baldi aveva presentato un'inedita fotografia del consumo food fuoricasa. In termini di forniture alimentari, le aziende partner coinvolte dalla ricerca, avevano segnalato un aumento del +17% di acquisti negli ultimi 12 mesi nonostante il 51,5% di loro avesse indicato rincari tra il +20 e il +30%. Dal punto di vista delle referenze, la carne bovina ha trainato gli acquisti (+19,9% negli ultimi 12 mesi). In generale, il 65% degli intervistati non ha riscontrato difficoltà di approvvigionamento su tagli e provenienze particolari mentre per il 21% le aree di provenienza più critiche (viste anche le recenti tensioni geopolitiche e le ripercussioni logistiche) da Argentina, Nuova Zelanda, Usa (soprattutto per i tagli Angus/Ribs). Difficoltà che aumentano soprattutto se, come fanno il 41,9% delle aziende intervistate, sostenibilità e tracciabilità sono al centro dell'offerta al consumatore. "Il nostro settore sta cambiando sotto spinte che non nascono dal food ma dall’economia reale: l’intelligenza artificiale agentica, le nuove infrastrutture digitali, la transizione energetica e la de-globalizzazione ridisegnano filiere, costi e competitività - ha dichiarato l'ad Emiliano Baldi - Lo dicono chiaramente i principali osservatori internazionali e lo vediamo tutti i giorni nei fatti: catene di fornitura che si avvicinano, maggiore instabilità, inflazione più marcata sulle carni bovine. In questo scenario non basta più servire prodotti: bisogna aiutare i clienti a fare scelte rapide, informate e sostenibili".