A livello globale, la cucina italiana raggiunge i 253 miliardi di euro di valore nel 2025 secondo il Foodservice Market Monitor di Deloitte. Una cifra in aumento di 2 miliardi rispetto ai 251 registrati lo scorso anno culminati con il riconoscimento da parte dell'Unesco. A conti fatti, rappresenta oggi il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più ricercata a livello internazionale. Il simbolo rimane il ristorante con servizio al tavolo, ma dietro all'insegna sempre più spesso di "nasconde" un gruppo strutturato e organizzato capace di declinare una proposta gastronomica Made in Italy in modelli di business rapidi e scalabili.
L'ultima edizione del report scatta una fotografia del foodservice tricolore, ossia il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuoricasa, che mostra "a un settore in via di stabilizzazione, dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate - ha commentato Tommaso Nastasi, strategy and value creation leader di Deloitte - La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano, quasi doppia rispetto alla media mondiale, e l’accelerazione delle operazioni di M&A (34 deal nel periodo 2022-2025 contro i 20 del 2016-2019, con un incremento medio di +3,5 operazioni annue, ndr) segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato". Dinamiche che spingono il mercato tricolore a quota 84 miliardi di euro, raggiungendo così il sesto posto a livello globale. Il mercato italiano rimane caratterizzato da una forte preferenza per i full service restaurant (anch'esso soggetto a un fenomeno di concentrazione come testimoniato dall'Osservatorio RM-TheFork), che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita è sempre più trainata dai quick service restaurant che si confermano il principale motore di espansione anche nelle proiezioni 2025-2030 (+1,2% atteso), in un mercato complessivo previsto sostanzialmente stabile (-0,3% atteso 2025-2030).
Protagoniste sono le catene di ristorazione. In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono al +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato. "È questo il segnale più chiaro di un fenomeno che il settore definisce chainization, ovvero il processo attraverso il quale i format organizzati e scalabili sostituiscono progressivamente la ristorazione indipendente, contribuendo a consolidare un settore storicamente frammentato e dominato da operatori indipendenti. Un fenomeno che in Italia sta avanzando a un ritmo superiore rispetto alle principali aree geografiche mondiali", ha aggiunto Nastasi. Nonostante questa accelerazione, la penetrazione delle catene in Italia rimane ancora bassa rispetto agli standard internazionali: 11% contro il 35% della media mondiale, segnalando un ampio margine di sviluppo in questo segmento. In questo senso, puntare su format di cucina italiana potrebbe essere la chiave per garantirsi i fondi necessari alla crescita: la cucina italiana si conferma la più attrattiva per gli investitori, rappresentando il 39% di tutti i deal italiani, di cui il 21% legato alle pizzerie. Fast food e healthy food rappresentano ciascuno il 18% dei deal post-Covid, a testimonianza di un crescente interesse per format scalabili.
La crescita del mercato dei consumi alimentari fuoricasa monitorata da Deloitte è un fenomeno non solo italiano. Come testimoniato dal report, a livello globale i consumi in bar, ristoranti, gelaterie, ecc ha raggiunto i 2.981 miliardi di euro nel 2025 (+2,2%), segnando un ritorno ai tassi di crescita pre-pandemici (+2,1% nel periodo 2016-2019). A livello regionale, l'Europa guida la crescita con il +6%, la performance più alta tra tutte le aree geografiche. Il Nord America consolida la propria posizione con +4 punti percentuali di quota rispetto al 2019, mentre si stima che l'area Asia-Pacifico tornerà a guidare l'espansione nel periodo 2025-2030, sebbene abbia perso il 5 punti percentuali di quota rispetto al 2019. Sul fronte dei format, i quick service restaurant guidano la crescita anche a livello globale (+4,6% 2019-2025), raggiungendo il 33% di quota di mercato nel 2025 (+4 punti percentuali dal 2019). La trasformazione strutturale più rilevante riguarda i canali di consumo: il delivery ha guadagnato +15 punti percentuali di quota dal 2019, con i ricavi generati attraverso delivery, asporto e altri canali off-premise che rappresentano ora il 45% del valore totale del foodservice globale.