Il caffè non è più "solo" un'abitudine ma, come emerge dell'osservatorio Lino's Coffee, un'esperienza da personalizzare; sia al banco sia tra le mura domestiche. Grazie ai dati proprietari raccolti all'interno di un network di 50 punti vendita, l'insegna fondata nel 1991 e oggi parte del Gruppo Sig.Ma, ha misurato nuove preferenze e rituali del consumo di una bevanda simbolo del Made in Italy di cui la caffetteria rappresenta il luogo di scoperta e orientamento del gusto.
Partiamo dai numeri. Lo scorso anno, il brand ha utilizzato 41.600 kg di caffè (che dovrebbero diventare 43.920 kg a fine 2026) per il consumo al banco e servito 3.547.080 tazzine (con una previsione di crescita del +15% a fine anno in corso), con una media di circa 9.700 caffè al giorno. Dati sui cui si basa un progetto di lettura sistematica dell'evoluzione del consumo di caffè. "Questi dati proprietari ci raccontano che il caffè non è più vissuto solo come abitudine, ma come esperienza da scegliere e personalizzare - ha commentato Massimo Roncoroni, coo e partner di Lino’s Coffee - Il cliente assaggia in caffetteria, riconosce una miscela, ne apprezza il profilo aromatico e poi desidera ritrovarla anche a casa. È un comportamento molto rilevante per tutto il mondo trade, che può raccontare qualcosa di più ampio sul rapporto tra bar, marca e consumo domestico. È il segnale di una nuova valorizzazione del caffè da casa: non più solo un prodotto di consumo quotidiano, ma una scelta di gusto, identità ed esperienza".
A confermare questa lettura sono le scelte delle miscele da parte del consumatore. Al mattino, il Granbar, miscela bilanciata con il 60% Arabica e 40% Robusta, proveniente da America Latina e India, si conferma la scelta dominante con l'88,9% delle preferenze: un caffè vissuto come "carburante", rapido e familiare, che rispecchia il classico espresso italiano. Dopo pranzo, il Kappy Royal, la proposta più esotica, 100% Robusta monorigine dalle piantagioni indiane di Kaapi, si prende la scena (con il 15,8% delle preferenze) e la mantiene per tutto il pomeriggio (con una quota del 13%). La pausa pomeridiana si rivela così un momento profondamente diverso dalla colazione: non serve più per svegliarsi, ma per staccare la spina. Con più tempo a disposizione, il cliente è più propenso a sperimentare, a scegliere un profilo aromatico diverso, a vivere il caffè come esperienza e non come routine. È in questo spazio che il consumatore incontra gusti nuovi e impara a riconoscerne il carattere. Come succede per O’Rey che, pur partendo da una quota più contenuta pari all’1,5%, inizia a delinearsi come una miscela dal profilo fine e distintivo capace di intercettare una curiosità crescente da parte dei clienti Lino’s Coffee.
Tre miscele con caratteri distinti, dunque, il cui profilo organolettico orienta anche le scelte retail dei clienti che frequentano i locali Lino's Coffee. Rispetto al 2025, cone le vendite di Granbar in formato da 1 kg che dominavano le vendite, nei primi cinque mesi dell'anno in corso il quadro si è trasformato in modo significativo. Il Kappy Royal diventa la miscela più acquistata per il consumo casalingo con il 47,1% del totale e anche O'Rey raggiung euna quota del 15,2%. Un segnale che, all’interno della rete Lino’s Coffee, racconta una trasformazione precisa: il cliente non acquista più soltanto il caffè “di fiducia” da tenere in casa, ma cerca di portare nella propria cucina l’esperienza vissuta al banco, anche quando questa significa avventurarsi su profili aromatici più sofisticati e ricercati. La caffetteria, quindi, diventa il luogo d'incontro ed elaborazione del gusto capace di generare una nuova consapevolezza di consumo a cui l'insegna ha risposto rinnovando il packaging (confezioni da 250 grammi, colori più vivaci e indicazioni più immediate su profilo, aroma e gusto) al fine di favore la scoperta come rituale d'acquisto.