Sui consumi si abbatte l'effetto della crisi geopolitica in Medio Oriente, secondo l'Osservatorio Confimprese-Jakala: -1,3% a valore a marzo 2026. Soffre anche la ristorazione che, prima di Pasqua, ha registrato una diminuzione del -0,9% di consumi a valore pregiudicando così la crescita nel trimestre, ferma al +1,6% rispetto ai primi tre mesi del 2025.
Dall'indagie dell'associazione di categoria, i consumi calano, la fiducia scende, il carello della spesa aumenta, le famiglie stringono i cordoni della borsa e si orientano a un risparmio precauzionale. Del resto lo stesso Fondo Monetario Internazionale, in questa fase, sta aggiornando le previsioni ogni due settimane e la crescita prevista dell’Italia si è ristretta al +0,5% per quest’anno e il prossimo, tra le più basse in Europa. In questa fase congiunturale, anche variazioni contenute dei prezzi dell’energia hanno un effetto amplificato, perché si traducono rapidamente in rincari diffusi e in una maggiore percezione di incertezza. Dal lato delle imprese retail, si osserva un indebolimento dei volumi accompagnato da una crescente difficoltà nel trasferire a valle i costi, con un impatto sui margini. Il rischio è quello di entrare in una fase di attendismo diffuso, in cui famiglie e operatori rinviano decisioni di consumo e investimento.
"I primi effetti dell’incertezza dovuti alla guerra in Medio Oriente si vedono già e colpiscono trasversalmente tutti settori di attività. Ci aspettiamo grande volatilità negli andamenti - ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese - I consumatori adottano comportamenti più prudenti, penalizzando in particolare alcuni comparti del retail. È un segnale che va letto con attenzione: più che un semplice rallentamento congiunturale, evidenzia la fragilità della domanda interna rispetto a shock esterni. Per il retail significa volumi in indebolimento e margini sotto pressione, in un contesto già complesso. Senza un rafforzamento della fiducia e un contenimento delle spinte sui costi, il rischio è che la debolezza dei consumi si prolunghi anche nei prossimi mesi".
Detto della ristorazione, i settori merceologici sono tutti in territorio negativo. Abbigliamento-accessori e ristorazione registrano un -0,9%, entrambi in peggioramento rispetto al precedente mese di febbraio. Altro retail continua la flessione che ha contraddistinto il settore dall’inizio dell’anno e chiude a -2,0%. Nei canali di vendita i soli in parità a +0,5% sono i centri commerciali, mentre flettono le high street a -1,2% e i negozi di prossimità a -1,3%. Nelle regioni Valle d’Aosta a +3,3%. Friuli Venezia Giulia mostra gli andamenti peggiori a -5,5%.