Su 569mila opportunità di lavoro offerte dalle impese tricolori a settembre, 75mila verranno assorbite dal settore della ristorazione secondo i dati Fipe. Si tratta di un numero figlio dell'elaborazione del bollettino informativo Excelsior di Union Camere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
I numeri diffusi dalla federazione dei pubblici esercizi salgono a 205mila assunzioni previste dal fuoricasa se si allarga lo sguardo al trimestre settembre-novembre (a fronte di una richiesta totale di 1,5 milioni di lavoratori cumulando le richieste di tutti i settori produttivi). Una conferma che "il settore non è solo il volano principale dell’occupazione nel settore turistico ma è un punto di riferimento per la crescita complessiva dell’occupazione con uno share del 15%", si legge in una nota di Fipe. Sotto il profilo territoriale sono le imprese attive nelle città più grandi a esprimere il maggiore fabbisogno di personale a cominciare da Roma, Milano e Napoli. Tra le altre città, da segnalare le richieste sulla piazza di Bari, fra le più dinamiche nel Sud Italia. Va ricordato che, nel 2024, gli occupati nel mondo della ristorazione sono stati 1,5 milioni, di cui 1,1 milioni dipendenti, il 40% under 30, nel 60% dei casi inquadrati a tempo indeterminato.
In generale, però, le previsioni di Unioncamere evidenziano una flessione di 15mila ingressi al lavoro programmati rispetto a settembre 2024 (-30mila nel trimestre settembre-novembre). Una dinamica che si rivede anche nel settore dei servizi: 377mila opportunità lavorative a settembre, un milione nel prossimo trimestre in decrescita, rispettivamente, di 9mila e 16mila entrate nel confronto con lo scoso anno. Ad offrire le maggiori opportunità lavorative sono i servizi alle persone che ricercano 97mila lavoratori nel mese e circa 210mila nel trimestre. Seguono il turismo con 96mila richieste nel mese e 255mila nel trimestre e il commercio con 65mila lavoratori nel mese e 207mila nel trimestre. Sotto l’aspetto dimensionale, positive le aspettative delle imprese fino a 9 dipendenti con +5mila entrate nel mese (+3%) e +27mila nel trimestre (+5,7%), mentre risultano in flessione le previsioni nelle restanti fasce dimensionali, con una maggiore intensità nelle imprese di media dimensione tra 50 e 250 dipendenti (-8,6% nel mese e -7,7% nel trimestre). Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con circa 341mila unità, pari al 60% del totale, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (97mila, 17%) e da quelli di somministrazione (50mila, 8,8%). Rimane una generalizzata difficoltà di reperimento per 295mila assunzioni programmate (il 45,6% del totale); sia per mancanza di candidati sia per una preparazione inadeguata.
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