In generale, per il Retail Barometer di Confimprese-Jakala il commercio al dettaglio va incontro a un +1,3% di consumi a valore
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Confimprese-Jakala, previsione consumi 2026: ristorazione al +1,3%
Il commercio al dettaglio monitorato dal Retail Barometer di Confimprese-Jakala si prepara a una crescita del +1,3% dei consumi a valore. Una percentuale che dovrebbe mettere a referto anche il fuoricasa nonostante un clima di incertezza e cautela da parte dei consumatori che, tuttavia, beneficeranno di un blocco generale dei prezzi di listino, intorno al +0,5%. Essenziale, comqune, rafforzare la visibilità dei punti vendita (per invertire il crollo delle visite) e la struttura economica delle aziende.
Oltre alla ristorazione, il report semestrale dell'associazione di categoria premia il segmento merceologico dell'altro retail (+2,5%) mentre stima in discesa i consumi a valore nell'abbigliamento (-0,8%). L’inizio del 2026conferma, dunque, una tendenza che si era già delineata nel corso dell’ultimo anno: un rallentamento persistente e diffuso che coinvolge diversi settori dell’economia e che rischia di diventare strutturale se non affrontato con misure adeguate. Uno dei principali fattori è il clima di incertezza che continua a pesare su famiglie e imprese. Dopo anni segnati da inflazione elevata, tensioni geopolitiche e rialzi dei tassi di interesse, i bilanci familiari restano sotto pressione. Anche se l’inflazione ha mostrato segnali di rallentamento, il potere d’acquisto non si è ancora pienamente ricostituito. Molte famiglie hanno modificato le proprie abitudini di spesa: si privilegiano beni essenziali, si rinviano acquisti importanti e si riducono le spese discrezionali. Il risultato è una domanda interna debole, che incide sulla crescita economica.
"La stagnazione dei consumi rappresenta un campanello d’allarme - ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese - Per rilanciare la domanda interna sarà cruciale agire su più fronti: sostenere il potere d’acquisto, favorire la stabilità occupazionale e rafforzare la fiducia di famiglie e imprese. Politiche fiscali mirate, incentivi selettivi e interventi a sostegno dei redditi medio-bassi potrebbero contribuire a invertire la tendenza. Al tempo stesso, il Paese ha necessità di stabilità ma con una crescita che si allinei ai livelli europei, condizione indispensabile per stimolare la propensione alla spesa". Atteggiamento che, nel fuoricasa, potrebbe essere ulteriormente favorito dalla volontà da parte di un'azienda su due di incrementare la propria pressione promozionale. Ovviamente senza rinunciare alla qualità; caratteristica centrale per un consumatore su due.
In generale, quindi, anche per i prossimi 6 mesi continua a prevalere una forte attitudine al risparmio e alla riduzione delle spese. A fronte di quanto analizzato, è necessario che i retailer lavorino sulle conversioni per rafforzare la visibilità del punto vendita e sostenere il conto economico, attuando le seguenti azioni:
modello di servizio e cerimonia di vendita, anche attraverso una più efficace selezione e formazione del personale;
prudenza nella gestione dei costi;
miglioramento dell’esperienza in store e della varietà dell’assortimento per rendere l’offerta più attraente e in linea con i bisogni dei consumatori;
personalizzazione delle offerte promozionali per soddisfare le esigenze del consumatore in termini di risparmio senza rinunciare alla qualità dei prodotti.
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