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In totale, la ristorazione vale 63 milioni di fatturato di Signorvino
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Signorvino archivia il 2025 con un fatturato di 90 milioni di euro

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Trainato dall'aumento del consumo in store, Signorvino chiude il 2025 con un fatturato di 90 milioni di euro e 2,2 milioni di coperti serviti. In un contesto complicato per i consumi fuoricasa, in particolare quelli legati al vino e al food pairing, l'enoteca con cucina del gruppo Oniverse conferma la forza del proprio modello di sviluppo che unisce retail specializzato, ristorazione di qualità e innovazione digitale (dall'eCommerce, infatti, arrivano 1,8 milioni di euro). 

La crescita del network Signorvino guarda già al 2027. 

In particolare, per quanto riguarda l'attività di ristorazione, i locali dell'insegna hanno totalizzato 63 milioni di fatturato in un anno (+6% sul 2024) grazie a un aumento del numero di ospiti (+4%) e dei piatti serviti (3,6 milioni) per uno scontrino medio salito a 49,50 euro. Tra i più richiesti spiccano i primi piatti (+10%), segno di un’esperienza gastronomica sempre più centrale, e la mescita (+7%), che riflette il desiderio di scoprire nuove etichette senza eccessi. Accanto alla somministrazione, c'è la vendita al dettaglio che si attesta su un valore di 25,2 milioni di euro. Performance sostenute dal concept "Il gusto di sentirsi bene" (lanciato in occasione dello scorso Vinitaly) nato per rispondere a un mercato che rischiava la "demonizzazione" del settore ed evolutosi in una missione culturale che tocca le più belle piazze italiane ed estere. Ad oggi, infatti, sono 43 i punti vendita a marchio Signorvino ma la pipeline è già chiara. Nei primi mesi dell'anno in corso è attesa l'apertura di un nuovo grande spazio nel centro storico di Roma, che si aggiungerà alle location iconiche come la terrazza su Ponte Vecchio a Firenze. La strategia di espansione punta con decisione verso territori inediti e nuovi segmenti di mercato, con l'obiettivo di intercettare un'audience sempre più ampia. Signorvino si prepara infatti a debuttare in piazze strategiche come quella di Udine, rafforzando al contempo il presidio nelle aree storiche con l’apertura di Erbusco, in Franciacorta, poi Vicenza (seconda apertura), in centro a Napoli e in provincia di Caserta, Milano CityLife (sarà l’ottavo locale in città) e Trieste. Lo sguardo resta rivolto anche all’estero, dove entro l’inizio del 2027 è previsto il raddoppio a Praga e l’individuazione di una seconda prestigiosa location a Parigi.

I trend di consumo da Signorvino: oltre due milioni di bottiglie movimentate. 

Un network che diventa anche punto d'osservazione sulle abitudini di consumo del vino, sempre più consapevole e orientato alla varietà. Se da un lato il consumo di bottiglie intere servite al tavolo ha segnato una lieve flessione (-3%), è cresciuta la voglia di sperimentare attraverso la mescita, con 270.000 bottiglie servite al calice. Complessivamente, Signorvino ha movimentato 2.375.000 bottiglie, consolidando il canale retail come punto di riferimento per la cantina domestica con 1,6 milioni di bottiglie vendute per l'asporto. Le preferenze rivelano una geografia del gusto in trasformazione: i vini rossi mantengono il primato per volumi (41% di incidenza sulle vendite retail) e valore (45%), pur segnando una flessione del 5%, in linea con un mercato che si sposta verso etichette più leggere. Le bollicine si confermano vere protagoniste, rappresentando il 32% del fatturato totale a valore. Lo Champagne guida la classifica per incasso (10,2%), seguito da Franciacorta (8,8%). Per volumi, il Prosecco resta la denominazione più amata (16,9% delle bottiglie totali), seguito dall'Amarone (7,2%). Il dato più interessante riguarda i vini bianchi, che crescono a valore del 3% con un contestuale aumento del prezzo medio. Si confermano una categoria in forte ascesa, apprezzata per le diverse sfaccettature e per i gradi alcolici più contenuti, capaci di intercettare i nuovi trend di consumo.

L'intelligenza artificiale spinge l'esperienza fisica di Signorvino. 

Per supportare questa varietà di gusto, Signorvino ha introdotto nel luglio 2025 il Sommelier Digitale basato su IA. Uno strumento che ha guidato migliaia di utenti nella scoperta di abbinamenti e vini in base ai propri gusti, registrando un alto tasso di conversione e oltre 15.000 interazioni in pochi mesi confermando che - quando il consumatore è accompagnato nella scelta - è più propenso a esplorare territori enologici nuovi. Grazie all'intelligenza artificiale, oggi gli utenti ricevono consulenze personalizzate su oltre 2.000 etichette: non si tratta di un semplice chatbot, ma di un vero e proprio wine specialist digitale addestrato sull'intera offerta gastronomica del brand. Parallelamente, il Signorvino Club (programma di loyalty) continua a crescere, con una community di 550.000 appassionati che trovano nel programma un ecosistema di vantaggi, sconti e accesso diretto a informazioni ed eventi (a partire dalle degustazioni che diventano cene, showcooking, DJ set, ecc), potendo così trasformare l'acquisto in un momento di apprendimento. Una formula molto apprezzata dalla Gen Z, che tende a prediligere il momento dell'aperitivo per approcciarsi a nuove categorie merceologiche. "Il mondo del vino sta vivendo un passaggio epocale: non è più una commodity quotidiana, ma un bene legato all’esperienza. Per governare questo cambiamento dobbiamo smettere di parlare solo al sistema distributivo e mettere finalmente il consumatore finale al centro. È necessaria un’assunzione di responsabilità: dobbiamo superare i linguaggi troppo tecnici per adottare una comunicazione più chiara e semplice, basata sulle reali abitudini delle persone", ha commentato Federico Veronesi, ad di Signorvino. 

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