Per anni, nella maggior parte degli hotel, la ristorazione è stata interpretata come un servizio accessorio ma ora c'è spazio anche per il food retail. Progettato per soddisfare le esigenze degli ospiti interni, il ristorante d'hotel rischia di perdere valore se non riesce a esprimere una identità e un servizio che vadano oltre le camere e gli ospiti per servire la città e la community. Un approccio che, da lati opposti, hanno adottato anche Fedegroup e HNH Hospitality a cui abbiamo chiesto di tratteggiare i contorni di un nuovo canale di sviluppo per la ristorazione organizzata: l'hotel.
Ad oggi il cliente contemporaneo è più curioso, più informato e più attento alla qualità dell’esperienza gastronomica, mentre il contesto competitivo vede i ristoranti indipendenti alzare continuamente l’asticella. È quindi necessario un cambio di paradigma: il ristorante dell’hotel deve diventare una destinazione autonoma, capace di attrarre un pubblico esterno, generare reputazione e produrre profitti concreti. Le realtà alberghiere più avanzate stanno già sperimentando modelli nuovi. Le partnership con chef e brand riconosciuti portano identità immediata, mentre lo sviluppo di concept F&B proprietari permette agli hotel di costruire format scalabili, coerenti e riconoscibili. Ma il salto di qualità arriva quando l’F&B viene gestito con un approccio realmente imprenditoriale: KPI chiari, budget dedicati, responsabilità definite e soprattutto una cultura del dato che guidi ogni scelta. Oggi non bastano esperienza, intuito o “buone sensazioni”. Servono numeri: marginalità per piatto, mix di vendita, food cost reale, coperti per fascia oraria, produttività della brigata, impatto delle promozioni, contributo del ristorante alla brand perception dell’hotel. L’utilizzo dei dati permette di ottimizzare menu e prezzi, ripensare i momenti chiave della giornata - colazione, aperitivo, after dinner - e costruire un’offerta capace di vivere al di fuori delle camere, dialogando con il tessuto urbano. Quando l’F&B viene trattato come una business unit autonoma, emerge il suo vero potenziale: aumentare la marginalità complessiva, ampliare le occasioni di consumo, rafforzare il posizionamento e trasformare l’hotel in un punto di riferimento gastronomico della città.
Il ramo food retail di Cremonini fa rotta su Cagliari dove Chef Express apre tre locali: due Roadhouse Restaurant e un Calavera Restaurant. L'investimento nel capoluogo dell'isola rappresenta una tappa del processo di sviluppo delle insegne (alcune al loro debutto in città) nei canali urban e shopping center confermando così la flessibilità dei…
In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, Ice Cube e Technoacque presentano una partnership per un ghiaccio alimentare più sicuro e sostenibile. Il risultato? La realizzazione di OX-ICE, l’innovativo processo produttivo brevettato che dota il ghiaccio alimentare di una barriera naturale protettiva contro le contaminazioni post-produzione.
Dopo Napoli, tocca a Parma: All'Antico Vinaio apre il 20 marzo in via Carlo Farini raggiungendo quota 55 punti vendita a livello globale. Per celebrare l'operazione, che ha generato 9 assunzioni sul territorio dove l'insegna è presente con un altro punto vendita a Bologna, Parmigiano Reggiano protagonista con l'apertura di una forma davanti al…
All'interno del flagship store Lavazza di Milano, la pasticceria firmata Fabrizo Fiorani si evolve in una nuova proposta, pensata in pairing con lo specialty coffee. Aperto nel 2017, il punto vendita si rinnova nel menu con l'obiettivo di offrire al cliente un'esperienza immersiva nel mondo del caffè. Protagonista la collezione 1895 Coffee…
Esperimento pop-up per Caffè Vergnano che si unisce a Clarins per il concept Energy Beauty Star: un'esperienza tre caffè e skincare. Prima a Milano (dal 20 al 22 marzo) e poi a Roma (dal 27 al 29 marzo), in occasione del lancio di Extra-Firming Energy, l'obiettivo è quello di dare risalto ai rituali quotidiani.