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Confermata la defiscalizzazione su aumenti e premi di produttività per i lavoratori e le imprese del fuoricasa
Confermata la defiscalizzazione su aumenti e premi di produttività per i lavoratori e le imprese del fuoricasa
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Legge di Bilancio 2026, le novità per il fuoricasa

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Con 216 sì, 126 contrari e 3 astenuti la Camera ha approvato la Legge di Bilancio 2026, con alcune novità per il fuoricasa e i pubblici esercizi. La manovra, che ha mobilitato circa 22 miliardi di euro, prevede alcune misure a favore della competitività delle imprese Horeca e interventi mirati a sostenere il potere d'acquisto dei cittadini. 

Defiscalizzati i premi di produttività e gli aumenti di stipendio. 

Nello specifico, come riportato da Fipe-Confcommercio, vanno in questa direzione le misure sul lavoro e la defiscalizzazione sia dei premi di produttività sia degli aumenti produttivi e che riguarderà anche il Ccnl Fipe rinnovato a giugno 2024. In tutti i casi in cui gli aumenti contrattuali siano erogati a dipendenti del settore privato con un reddito fino a 33mila euro si applicherà l’imposta sostitutiva al 5%. Intervento di natura simile anche per i premi di produttività e le somme erogate a titolo di partecipazione: a queste cifre, qualora siano corrisposte nel 2026 e 2027, si applicherà l’imposta sostitutiva dell’1%, entro il limite di importo complessivo di 5mila euro. Per tale scopo è stato istituito un fondo pari a 200 milioni di euro. 

Lavoro festivo e notturno, Fipe: "Fare di più sulla riduzione del cuneo fiscale".

Rimane al palo, invece, la decontribuzione del lavoro festivo e notturno (di cui avevamo parlato anche con Riccardo Orlandi, presidente Aigrim-Fipe in una recente intervista). Qualcosa è stato fatto, ma l’introduzione di una tassazione agevolata pari al 15% per i lavoratori dipendenti che abbiano un reddito fino a 40 mila euro sulle maggiorazioni e le indennità ricevute per questo tipo di attività rischia di essere poco significativo per il personale del fuoricasa. "Consapevoli del limite imposto dal vincolo di bilancio che ha impedito interventi più importanti - ha commentato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe - Apprezziamo i provvedimenti finalizzati a promuovere i consumi e il lavoro, con interventi mirati sulla fiscalità e il recupero di potere di acquisto dei lavoratori anche del nostro comparto. Il sostegno e il rafforzamento del ruolo della contrattazione nazionale è una scelta condivisa, che va nella giusta direzione, tuttavia si può e si deve fare di più per una significativa riduzione del cuneo fiscale".

Sale a 10 euro l'esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici. 

Oltre a queste novità, il 2026 fiscale ed economico del fuoricasa è investito da altri cambiamenti. Il primo riguarda i buoni pasto. La manovra, infatti, conferma l'aumento della soglia di esenzione fiscale per i ticket elettronici da 8 a 10 euro. Detto diversamente, fino a 10 euro per ogni buono elettronico, l'azienda che lo consegna al proprio dipendente può dedure il suo valore dal reddito d'impresa; mentre per il lavoratore parliamo di un benefit già esentasse. Una decisione che fa il paio con la modifica, in vigore dall'1 settembre 2025, del tetto massimo del 5% sulle commissioni per i buoni pasto. Una modifica a sua volta figlia della fine del periodo transitorio introdotto dal Ddl Concorrenza, varato a dicembre 2024, che ha esteso al settore privato una norma già in atto nel pubblico.

La Legge di Bilancio 2026 conferma il regime agevolato per le mance. 

Sul tema mance, la Legge di Bilancio 2026 conferma e consolida il regime di tassazione agevolata per i lavoratori della ristorazione. Più nel dettaglio, le mance ricevute dai clienti (sia in contanti che tramite Pos) sono soggette a una flat tax del 5%. Questa imposta sostituisce l'Irpef ordinaria e le addizionali. Possono accedere al beneficio i lavoratori con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 75.000 euro annui. Infine, è prevista una franchigia del 30%, ossia l'agevolazione è valida fino a un importo massimo pari al 30% del reddito annuo percepito. 

Nuovo rinvio per sugar e plastic tax, Assobibe: "Puntiamo alla loro cancellazione".

Allargando lo sguardo alla filiera agroalimentare, nella Legge di Bilancio compare anche il rinvio di sugar tax e plastic tax all'1 gennaio 2027. Nel primo caso, parliamo della tassa che dovrebbe incentivare la riduzione del consumo di zuccheri nella popolazione, promuovendo scelte alimentari più salutari. Come? Attraverso una misura fiscale a carico dei produttori pari a 5 centesimi di euro al litro per le bibite zuccherate e di 13 centesimi al chilogrammo per i prodotti zuccherati "previa diluizione" (che progressivamente dovrebbero passare a 10 e 25 centesimi). Nel secondo caso, invece, la plastic tax si riferisce al pagamento di una quota fissa di 0,45 centesimi di euro al chilo di 0,45 di plastica monouso venduta. In questo caso la tassa graverebbe sia sui produttori, sia sugli importatori. In entrambi i casi, l'entrata in vigore di queste misure si tradurrebbe in un aumento dei prezzi al consumo. Si tratta di due misure approvate nel 2019, "in un contesto storico ed economico molto diverso, sempre rinviate da questo Governo a beneficio di consumatori e imprese - ha affermato Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe - Oggi non è immaginabile gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini, che pagherebbero inutilmente un rincaro dei prodotti in un momento in cui il Governo si impegna a venire incontro a famiglie e aziende, con l'obiettivo della crescita". Con il rinvio di 12 mesi, Assobibe punta alla "cancellazione definitiva di queste imposte che frenano inutilmente gli investimenti nel Paese", ha aggiunto Pierini. 

Dall'1 gennaio 2026, obbligo di collegamento Pos-registratori telematici. 

Infine, va ricordato che dall'1 gennaio 2026, Pos e registratori telematici devono essere obbligatoriamente collegati in modo virtuale. La novità era stata introdotta dalla precedente Legge di Bilancio ma dispiegherà i suoi effetti concreti da marzo 2026 (con le indicazioni concrete da parte dell'Agenzia delle Entrate).  L'obiettivo è quello di potenziare i controlli sul flusso dei dati degli scontrini e dei pagamenti elettronici. Accanto alla nuova regola da rispettare, dal prossimo anno entrerà in vigore anche un sistema sanzionatorio con multe fino a 4.000 euro per chi non si adegua alle novità.

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