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Vinitaly 2026 si tiene dal 12 al 15 aprile a Verona
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Il vino italiano alla ricerca di nuovi orizzonti a Vinitaly

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Tenuta San Giorgio tra export, prodotti premium e nuovi clienti.

A fronte di un mercato interno in contrazione, soprattutto dal punto di vista del volume, la strategia 2025 di Tenuta San Giorgio è stata chiara: aprire nuovi canali export, allargare la base di clienti e integrato prodotti premium nel catalogo. Su queste basi, l’azienda trevigiana si prepara a Vinitaly 2026 dove svelerà due importanti novità: "Non vogliamo anticipare troppo ma ci siamo spinti verso lidi per noi ancora inesplorati, nell’ottica di adottare una chiave di lettura più moderna per il comparto trainante della nostra produzione. Sullo slancio dell’ottima esperienza vissuta a Parigi Vinexpo, dalla quale siamo tornati in cantina carichi di entusiasmo e di nuove connessioni di elevato profilo qualitadall’altro tivo, ci attendiamo un Vinitaly denso di soddisfazioni e ricco di presenze nazionali e internazionali", racconta Michele Tombacco, co-owner & sales director. Di certo, non sarà una proposta no alcol, "segmento che monitoriamo con attenzione e studiamo da dietro le quinte. Per ora vediamo ancora molta confusione sul mercato, con proposte dettate più che altro dal timore frenetico di non rimanere sul pezzo che si traduce spesso in una mancanza di identità del prodotto e una scarsa soddisfazione da parte del cliente finale", sottolinea Tombacco. Non solo italiano ma anche internazionale.

Nonostante il contesto commerciale americano, Tenuta San Giorgio è riuscita a capitalizzare il lavoro fatto negli anni scorsi proprio quando ce n’era più bisogno. Più variegata, invece, la presenza nel Vecchio Continente: "Stiamo assistendo a un’evoluzione sostanziale delle nostre aree di operatività, con mercati storici e maturi come Germania e Uk che mostrano forti segnali di rallentamento e Paesi del comparto Mittel-Est Europeo
che invece si affacciano con molto interesse alla nostra proposta. Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Ucraina rappresentano oggi le zone di maggior sviluppo commerciale per la nostra cantina", conferma il manager. Sul fronte ristorativo, invece, la strategia dell’azienda punta a una maggiore selezione e collaborazione con partner distributivi ben radicati sul proprio territorio di competenza al fine di raggiungere realtà vocate alla qualità piuttosto che format mass market che "faticano a conciliarsi con le esigenze di una categoria merceologica in cui narrazione, guida e trasferimento di emozione sono fattori essenziali", conclude Tombacco. 

       
    Il sito EdizioniDMh50

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