Per Serena Wines, Vinitaly rappresenta un’occasione per fare un primo bilancio di quanto seminato a livello europeo durante l’inizio dell’anno e per mettere l’accento sulla qualità propriamente Made in Italy dei propri prodotti. "Dopo aver chiuso un 2025 difficile, ma comunque con un +3% sul fatturato del 2024 (con volumi in crescita anche per il vino sfuso che sale del +6%, ndr), qualche segnale di ripresa lo stiamo riscontrando", racconta l’ad Luca Serena. Per questo, in fiera, verrà svelato Audace, il primo Metodo Classico italiano dell’azienda, un prodotto autoctono veneto a base di Pinot Nero e non solo. L’obiettivo? "Riportare il vino in un posizionamento corretto nel fuoricasa evitando di ridimensionare il nostro impegno nell’Horeca ma proponendoci come un brand di qualità accessibile", afferma Serena. In linea con questo approccio si posiziona anche l’offerta no alcol di Serena Wines: "Tre anni fa abbiamo presentato un prodotto no alcol realizzato con un partner piemontese che, di fatto, era bevanda visto che il processo di dealcolazione non era percorribile a livello legislativo. L’anno scorso, invece, abbiamo selezionato un vino dealcolato dalla Germania che abbiamo deciso di imbottigliare in Italia e che ha avuto ottimi riscontri a livello europeo", afferma Serena.

La strategia, dunque, prevede di cogliere le migliori opportunità sul mercato "in attesa di capire come e quanto investire internamente su questo segmento, che dal nostro punto di vista è una vera e propria integrazione della proposta attuale di molti locali. Certo, il mondo del vino è un’altra cosa e spero possa riavvicinarci ai giovani, soprattutto alla Gen Z diseducata a bere alcol. Ma questo nulla toglie al fatto che uno spazio per il dealcolato ci sia già", aggiunge il manager. Più complicato è capire quale sia il format corretto dove mettere a terra questa potenzialità. "Detto che la nostra priorità è salvaguardare il rapporto con i nostri distributori, penso ci siano dei fenomeni di mercato, come il food retail e più in generale l’evoluzione dei gruppi ristorativi, che ancora sono poco presidiati ma con opportunità interessanti. Lo dimostra la nostra collaborazione decennale con Signorvino che ci ha regalato sempre ottime performance", conclude Serena.
L'articolo è tratto dall'ultimo numero di Ristorazione Moderna Magazine 1/2026 disponibile qui: https://ristorazionemoderna.it/magazine/ristorazione-moderna-magazine-1-2026.html