Il 5 aprile si festeggia la Pasqua e per molti italiani significa ritrovarsi a tavola, al ristorante: 6,2 milioni i clienti attesi fuoricasa per Fipe. In totale, ci si aspetta una spesa complessiva pari a 403 milioni di euro. Numeri dietro cui, però, si nasconde un atteggiamento di prudenza da parte dei consumatori che, nonostante tutto, riconoscono nel fuoricasa il punto di caduta della convivialità e della buona tavola.
Secondo le stime del centro studi dell'associazione di categoria, saranno circa 113mila i ristoranti aperti per Pasqua in tutta Italia. Locali e imprese che dovranno fare i conti con le classiche incognite metereologiche a cui si aggiungono le tensioni economiche dovute alle varie crisi geopolitiche in atto che impattano sul potere d'acquisto. L'inflazione, infatti, è la causa principale dell'aumento della spesa a valore (+1,2%) piuttosto che le visite, in calo del -4,4% rispetto allo scorso anno. Nel 2025, inoltre, la Pasqua "bassa" (festeggiata il 20 aprile) poteva saldarsi con gli imminenti ponti del 25 aprile e dell'1 maggio e, quindi, godere di un traino del turismo sia interno sia internazionale. Un flusso, quest'ultimo, che deve scontare il "blocco" dei traffici proveninti dall'Oriente.
Il dato più interessante di quest'anno riguarda però le dinamiche del servizio. Si assiste infatti a un forte ritorno del menu degustazione, scelto dal 52,6% dei ristoratori. Un percorso che offre ai clienti un'esperienza definita e permette agli chef di valorizzare al massimo la loro proposta, solitamente strutturata su più portate, a un prezzo medio di 72 euro (bevande escluse). Dall'altra parte, il 47,4% dei locali difende l'intramontabile menu alla carta: una formula che si rivela strategica in un periodo di attenzione alle spese, permettendo ai commensali di modulare budget e preferenze in totale libertà. A dominare i menu saranno i grandi classici: pasta fatta in casa e le iconiche preparazioni a base di agnello o capretto, da sempre elementi simbolo della cucina pasquale italiana.
"Le aspettative del settore per le feste di Pasqua riflettono il clima di diffusa preoccupazione sul contesto e le tensioni geopolitiche che spingono verso comportamenti di consumo attenti e più conservativi - ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio - Tuttavia, la netta prevalenza del menu tipico regionale e la proposta di piatti come la pasta fresca e l'agnello confermano un forte legame con la tradizione sia da parte dei ristoratori sia dei consumatori. I nostri locali si adattano alle esigenze del pubblico, offrendo esperienze definite con i meuù degustazione oppure opzioni flessibili alla carta, confermandosi un solido punto di riferimento per milioni di italiani anche a Pasqua".