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Rispetto al 2024, le performance della ristorazione nei centri commerciali è aumentare del 2,6%
Rispetto al 2024, le performance della ristorazione nei centri commerciali è aumentare del 2,6%
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La ristorazione nei centri commerciali vale 5,7 miliardi di euro

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La ristorazione nei centri commerciali, secondo la ricerca Deloitte per Aigrim e Cncc, vale 5,7 miliardi di euro nel 2025: +2,6% rispetto al 2024. Numeri che confermano questo comparto come una leva strategica per il business degli shopping center tricolori per cui i consumi food&beverage rappresentano ormai il 14% del fatturato complessivo, con picchi superuori nelle destinazioni commerciali di grandi dimensioni, soprattutto al Nord Italia. 

 

Aumentano più il valore che il volume della spesa al centro commerciale. 

La ricerca, presentata nel corso di un webinar sul tema, si basa su un panel rappresentativo di centri commerciali di medie e grandi dimensioni (18) e di operatori della ristorazione appartenenti alle principali catene associate ad Aigrim (7 player con 16 insegne per un totale di 40 punti vendita all’interno del perimetro considerato). Seppure esiguo nel suo complesso, il campione è indicativo dei trend in corso. Uno dei dati più interessanti, per esempio, riguarda i driver della crescita: ad aumentare non è il numero degli scontrini, che anzi mostra una dinamica contenuta con un calo nel secondo semestre 2025, ma il valore del carrello medio. Lo scontrino medio è cresciuto in modo significativo, segnando un +15% rispetto al 2022. Questo indica una maggiore propensione alla spesa da parte dei consumatori durante la visita al centro commerciale, privilegiando la qualità e l'esperienza. L’affluenza nei centri, invece, si mantiene stabile (+0,6% anno su anno), con una forte polarizzazione nel weekend. Si conferma inoltre il ruolo chiave dell’intrattenimento come fattore di attrattività: i centri che offrono esperienze di questo tipo registrano livelli superiori sia di affluenza sia di incidenza della ristorazione.

Per Aigrim e Cncc, ristorazione centrale nell'esperienza del centro commerciale. 

"I dati dell’Osservatorio confermano il ruolo cruciale che la ristorazione moderna riveste come partner strategico per l’industria dei centri commerciali. Siamo un'àncora fondamentale che non solo attira flussi, ma qualifica l'offerta e aumenta la permanenza dei visitatori. La crescita del valore dello scontrino medio dimostra che i consumatori riconoscono e premiano la qualità e l’innovazione della nostra offerta. Per continuare a essere competitivi, dobbiamo saper interpretare le nuove esigenze dei clienti, investendo in format attrattivi, digitalizzazione e, soprattutto, nella valorizzazione delle nostre persone, che restano il cuore pulsante del nostro servizio”, ha affermato Corrado Cagnola, vicepresidente di Aigrim. Una fotografia condivisa anche da Roberto Zoia, presidente del Cncc: "La ristorazione si conferma un driver fondamentale di attrattività per i centri commerciali e un elemento sempre più strategico all’interno del mix dell’offerta. Ed è proprio la sua crescente rilevanza a rendere necessario adottare uno sviluppo più organizzato e strategico, basato su una pianificazione accurata, una scelta mirata dei format e una conoscenza approfondita del territorio, per assicurare coerenza, sostenibilità e risultati duraturi. La scelta di una corretta offerta di intrattenimento, ad esempio, può supportare l’incidenza del comparto in un’ottica di centro commerciale come luogo di esperienza oltre che di acquisto". 

QSR protagonista, ma è nei ristoranti serviti che aumentano gli scontrini. 

Dall'analisi sulla ristorazione nei centri commerciali di Deloitte emerge una chiara distinzione nel mix di offerta. I Quick service restaurant (QSR) rappresentano la quota maggioritaria in termini di volumi, generando oltre il 70% degli scontrini, specialmente nei centri di medie dimensioni e in quelli privi di intrattenimento. La loro crescita è trainata principalmente dal valore. I Full service restaurant (FSR), invece, pur avendo volumi inferiori, mostrano una crescita trainata dal numero di scontrini (+3,5%), evidenziando una maggiore capacità di intercettare nuova domanda, e si posizionano come strategici nei centri grandi e con offerta di intrattenimento. Le prospettive per i prossimi due anni (2026-2027) secondo gli operatori indicano un sentiment positivo, con una crescita del foodservice che continuerà a essere costante ma contenuta, trainata in particolare dai format fast food/QSR (crescita moderata fino al 5%). I self service sono invece tornati su una traiettoria di crescita, seppur ridotta (fino al +3%), rispetto al sentiment del 2023, quando erano considerati un’offerta in calo all’interno dei centri commerciali. In relazione allo stesso periodo, tutte le aree geografiche italiane mostrano un sentiment di crescita positivo, seppur lieve (fino al 5%), sia per i ricavi che per l’affluenza.

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