A febbraio, secondo il consueto Osservatorio Confimprese-Jakala, il risparmio vince sulle spese e i consumi segnano un -0,7% a valore sullo stesso mese del 2025. Dopo il timido +0,6% registrato a inizio anno, finito l'effetto natalizio, azzerati i saldi, superato San Valentino e gettata in una nuova crisi geopolitica (con effetti sull'inflazione), la clientela è tornata su abitudini più morigerate. Anche nella ristorazione, che lascia sul terreno un -0,1%.
Risultati tutto sommato in linea con le aspettative, "ovvero crescita modesta nell’ordine degli zero virgola con dinamiche leggermente migliori nella ristorazione, cura della persona e, parzialmente a sorpresa, nell’abbigliamento. Tuttavia, il precipitare degli scenari internazionali pone serissime incertezze sulle prospettive dei prossimi mesi prospettando sviluppi già affrontati negli scorsi anni. In un ambiente così turbolento e imprevedibile, alle aziende non resta che navigare a vista garantendo flessibilità commerciale, attenzione all’efficienza e grande rapidità di reazione", ha commentato Mario Maiocchi, direttore cetro studi dell'associazione di categoria.
Guardando più da vicino ai dati, detto dell'andamento della ristorazione (che nel progressivo annuo è comunque in ripresa del +1,9% sullo stesso periodo 2025), si segnala una leggera ripresa dell'abbigliamento-accessori (+0,3% a valore) mentre continua la battura d'arresto di altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi), che con un -2,2% ritocca al ribasso il risultato del mese di gennaio a -1,7% e prolunga la scia negativa che ha caratterizzato il settore per quasi tutto il 2025. Nei canali di vendita non si rilevano variazioni negative con dinamiche di consumo pressochè simili tra i canali. Le high street delle grandi città registrano un +1,6%, i negozi di prossimità +1,3%. Fanalino di coda i centri commerciali poco sopra la parità a +0,3%. Nelle regioni, Marche al +2,9%, Puglia al -2,6%. Nelle città, Ancona +4%, Rimini -4,9%.