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La ristorazione traina le strategie di sviluppo delle aziende associate a Confimprese
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Confimprese Retail Summit, ristorazione: in apertura 1.280 locali

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- Confimpreese dati ristorazione - Trend ristorazione 2025 - Confimprese Jakala Osservatorio

L'instabilità c'è ma i retailer confermano le proprie strategie di crescita, a partire dalla ristorazione, come dimostrano gli ultimi dati Confimprese. Diffusi durante l'annuale Retail Summit dell'associazione e raccolti in collaborazione con Jakala e Tig - The innovation group a patire dalla base associativa, i numeri dei comparti analizzati dimostrano una certa fiducia da parte degli esercenti nei propri piani di crescita. Per quanto riguarda il fuoricasa, sono 1.278 i punti vendita in apertura. 

In totale, 5.580 aperture entro fine 2025 fra gli associati Confimprese.

In totale, quindi, sono 5.580 aperture sia dirette che in franchising. Ai locali della ristorazione, infatti, si devono aggiungere quelli del settore abbigliamento-accessori (2.282) e quelli dell'altro retail (2.020), che dopo la lunga flessione del 2024 dovuta al rimbalzo delle vendite negli anni del post- Covid, sta ritrovando vigore. Il tutto per una ricaduta occupazionale di 33mila nuovi posti di lavoro. Il fatto che, dall'analisi semestrale dell'associazione, i piani di sviluppo siano confermati è di per sè un buon risultato. Certo, le aperture non crescono più ai ritmi degli anni pre-Covid, ma concludere il 2025 con una riconferma delle stime tracciata a inizio anno è un atto di fiducia nel futuro e nella stessa tenuta del retail. D'altro canto, non va sottovalutata la debolezza dei consumi: i primi quattro mesi dell'anno hanno registrato una flessione del -2% sullo stesso periodo 2024, sia pure in parziale recupero rispetto al -3% del primo trimestre 2025, grazie alla crescita delle reti della ristorazione. Nel solo mese di maggio, tuttavia, il dato a totale perimetro si avvicina alla parità con un -0,2%. Un anno, quindi, che sembra lentamente rimettersi in carreggiata, seppur con un po' di fatica. 

Mario Resca (Confimprese): "Nessun calo evidente, ora tocca al Governo fare la sua parte".

"Le aziende retail - ha osservato Mario Resca, presidente Confimprese - risentono in maniera minore del disorientamento in atto, in un decennio in cui abbiamo dovuto fare i conti con diverse vulnerabilità, dalla pandemia alla crisi energetica, al ritorno dell’inflazione, ai conflitti alle porte dell’Europa. Ritengo che i dati emersi si mantengano in linea con il 2024 e non mostrino cali evidenti. Anche il Governo, tuttavia, deve fare la sua parte a cominciare dall’abbattimento del cuneo fiscale a incentivi per assumere la manodopera, anche a chiamata in un settore labour intensive come il retail, al contenimento del costo dell’energia che è altissimo per la ristorazione". Interventi quanto mai necessari se si vuole salvaguardare il fatturato visto che, in vista della chiusura dell'anno, il 33% delle aziende che si dichiara ottimista, il 33% stabile e il 33% in difficoltà. Quest'ultima aggravata dal peso dell'inflazione sul potere d'acquisto delle famiglie a cui consegue una riduzione dei margini per le aziende. 

Il ruolo della tecnologia nel retail e nel fuoricasa (AI compresa). 

In un mercato che continua a porre sfide ma anche a offrire margini di crescita, emerge con forza il ruolo strategico della trasformazione digitale. "In un contesto in continua evoluzione, i retailer che riescono a tenere in equilibrio due forze solo in apparenza opposte, efficienza ed engagement, sono quelli che stanno costruendo la loro crescita futura - ha sottolineato Marco Di Dio Roccazzella, managing director and global retail & consumer leader Jakala - Oggi, a supportarli in questa sfida c’è un alleato importante: il Center of excellence Internazionale di Jakala sull’intelligenza artificiale. Un centro di expertise che consente ai retailer di aumentare l’efficienza su più fronti e al tempo stesso potenziare l’engagement attraverso esperienze personalizzate, pricing dinamico, comunicazione geo-targettizzata che crea relazioni più autentiche tra brand e consumatore". Insomma, mai come oggi retailer e consumatori devono studiare i rapidi sviluppi dell’AI per governare il cambiamento e non subirlo. "La tecnologia digitale sta creando un altro momento di discontinuità, come già successo con Internet in passato, nelle abitudini dei consumatori ma più in generale delle persone - ha aggiunto Emilio Mango, general manager The innovation group - mi riferisco in particolare all’Intelligenza artificiale e ai cambiamenti in atto in ambiti come la generazione dei contenuti, l’organizzazione del proprio tempo, la creatività e la ricerca". 

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